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Italia blocca il bilancio Ue. Renzi: “Con i nostri soldi costruiscono i muri”

ROMA – L’Italia blocca il bilancio dell’Unione Europea. “Con i nostri soldi costruiscono muri”, tuona il premier Matteo Renzi. “Servono più risorse per migranti e disoccupazione”, spiega il sottosegretario agli Affari esteri, Sandro Gozi. Un annuncio che arriva proprio nel giorno in cui Barack Obama da Atene, nel suo ultimo viaggio in Europa da presidente americano, lancia un messaggio chiarissimo: L’austerità da sola non porta prosperità”, ha detto il capo di Stato incontrando il premier greco Alexis Tsipras.

Da Bruxelles Gozi ha spiegato che l’Italia ha “confermato la riserva”, ovvero ha sostanzialmente posto il veto, alla proposta di compromesso fatta dalla presidenza slovacca per la revisione di mid-term del bilancio pluriennale dell’Unione Europea e che il governo non considera accettabile perché mancano garanzie per l’aumento di risorse “a favore delle nostre priorità”: immigrazione, sicurezza, disoccupazione giovanile o programmi per la ricerca.

In serata Renzi ha aggiunto: “Abbiamo posto il veto con il sottosegretario Gozi a Bruxelles” che voleva “lasciare i siciliani a farsi carico dell’immigrazione, di salvare migliaia di vite di farsi carico delle soluzioni e della complessità della vicenda. E poi riempiono di soldi i Paesi europei che non accettano non soltanto un accordo che loro hanno firmato, ma con i nostri soldi alzano i muri”.

Nel pranzo dei ministri a porte chiuse, ha aggiunto il sottosegretario, l’Italia ha “tenuto tenuto con coerenza la sua linea”, spiega il sottosegretario agli affari europei. “Quindi – continua Gozi – abbiamo confermato la nostra riserva sull’adozione del riesame del bilancio multiannuale, che senza l’accordo dell’Italia non può essere adottato perché richiede l’unanimità. Lo abbiamo fatto – spiega Gozi – perché riteniamo che sia una proposta su cui dobbiamo avere ancora molte garanzie sul reale aumento a favore delle nostre priorità: immigrazione, sicurezza, risorse europee per i giovani (siano per la lotta contro la disoccupazione o l’Erasmus), i programmi di successo come Horizon2020 cu cui non possiamo assolutamente accettare dei tagli, e la flessibilità del bilancio europeo per una maggiore capacità di reagire alle crisi. Su tutto questo non ritenevamo che fossimo arrivati ad un compromesso accettabile e quindi abbiamo confermato che l’Italia si oppone al riesame del bilancio multiannuale”.

Alla domanda se si tratti un veto, Gozi risponde: “Il veto si pone in una votazione formale. Oggi non c’era una votazione formale, quindi la dizione non è ‘veto’ ma ‘riserva’ e noi abbiamo posto formalmente la nostra riserva che la presidenza slovacca annuncerà”.

E poi, ribadendo concetti già espressi nei giorni scorsi dallo stesso premier Renzi: “Noi non siamo né nazionalisti né populisti. Noi però siamo molto stanchi delle ambiguità e delle contraddizioni europee. Siamo molto stanchi di un’Europa che dice alcune cose e poi non le fa. Siamo molto stanchi di un’Europa che è piccola con le cose grandi e grande con le cose piccole. E noi siamo convinti che, se l’Europa non cambia, siamo di fronte all’inizio della disintegrazione europea”.

Gozi rispondeva ai giornalisti che chiedevano se anche le forze non euroscettiche non rischino di alimentare il clima nazionalista e populista che ha portato alla Brexit e all’elezione di Donald Trump negli Stati Uniti. “Ogni volta che succede qualcosa – ha continuato il sottosegretario – i nostri partner dicono ‘ci siamo svegliati’ e poi non si svegliano. Era suonata la sveglia con Brexit e con Bratislava ma ci siamo addormentati. Ora dicono che è suonata la sveglia con Trump. Sarà bene che questa sveglia la usiamo per cambiare l’Europa. Solo cambiando possiamo avere un’Europa che risponde alle vere aspettative dei cittadini”.

Un messaggio arrivato proprio nelle ore in cui Obama si trova in Grecia, in quello che è il suo ultimo tour europeo da presidente e che la vedrà poi in Germania, che dell’austerity si è fatta portabandiera. “L’austerità da sola non porta prosperità”, ha detto il capo di Stato americano, che ha avuto parole di elogio per la Grecia per “l’approccio umano e compassionevole” con il quale ha affrontato la crisi dei migranti. Il presidente americano ha anche invitato ad una “maggiore unità” nella gestione della crisi”.