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Juncker: “Ue in crisi esistenziale, raddoppiamo investimenti”

ROMA – Juncker: “Ue in crisi esistenziale, raddoppiamo investimenti”. Contro la “crisi esistenziale” che attanaglia l’Europa, il presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker lancia un appello a ricostruire una Unione più attenta al lavoro, alle difese sociali e soprattutto più capace di liberare investimenti e capitali. L’ambiziosa svolta, secondo Juncker, è adesso, il momento cruciale è oggi: per questo sottoporrà ai paesi membri una “agenda positiva” che comprende il raddoppio a oltre 600 miliardi di euro della capacità finanziaria del Fondo europeo per gli investimenti strategici.

Europa in “crisi esistenziale”. “Un anno fa avevo detto che la situazione nell’Unione europea lasciava a desiderare, non c’era abbastanza Europa e non c’era abbastanza unione nella Ue. A un anno di distanza questa constatazione in Europa resta. La Ue non è un gran forma. Sono cambiate tante cose. Possiamo parlare di crisi esistenziale”. Lo ha detto Jean Claude Juncker alla plenaria di Strasburgo in apertura nel discorso sullo stato dell’Unione.

Flessibilità intelligente. La disoccupazione “è ancora troppo alta”, “l’Europa non è abbastanza sociale, questo lo dobbiamo cambiare” quindi “lavoreremo al pilastro dei diritti sociali”. E se anche la situazione dei debiti resta alta, essi si sono ridotti e questo “dimostra che il Patto di stabilità ha suo effetto, ma non deve diventare patto di flessibilità: deve diventare un patto applicato con flessibilità intelligente”.

630 miliardi di investimenti da qui al 2020. “Propongo un programma positivo per i prossimi 12 mesi, che saranno decisivi, se vogliamo superare le divisioni tra est e ovest che si sono aperte in questi ultimi mesi. Li dobbiamo superare se vogliamo dimostrare al mondo che l’Europa esiste. Il piano di investimenti ha generato 150 miliardi nello scorso anno, ma “dobbiamo fare di più” e quindi “propongo di raddoppiare la durata e la capacità finanziaria” dell’Efsi affinché “fornisca almeno 500 miliardi di euro entro il 2020 e 532 miliardi fino al 2022″.

Non basta essere europeisti solo a Bruxelles. Staffilata di Jean Claude Juncker ai governi nel Discorso sullo Stato dell’Unione: “Tenere un discorso europeista qui non è così difficile, ma tutti devono fare discorsi europeisti nei loro parlamenti nazionali. Dire sì con entusiasmo a Bruxelles e poi fare finta di non aver partecipato è il contrario di quello che definisco coerenza. Non dobbiamo più menare per il naso i cittadini europei. Li dobbiamo guardare negli occhi: sono stufi di lotte interne e menzogne. Si aspettano risultati e attuazione di quanto decisivo.