
D'Alema durante un congresso del Pci nel 1978
In un lungo articolo sul tema delle importanti nomine europee Le Figaro scrive che Massimo D’Alema ha scarse possibilità di essere nominato ministro degli Esteri della Comunità, malgrado il gradimento del governo di Berlusconi. La ragione della bocciatura è la sua appartenenza al fu Pci.
I paesi dell’Est di recente ingresso in Europa sarebbero nettamente contrari a D’Alema, la cui carriera è iniziata e si è svolta nel vecchio Pci, di cui è stato parlamentare anche suo padre. L’articolo del giornale francese riferisce della iniziativa della presidenza attuale della Unione che ha convocato un vertice eccezionale per il 19 novembre allo scopo di sciogliere il nodo delle nomine che si è aggrovigliato troppo. Ci sarà una cena di lavoro a Bruxelles dalla quale usciranno i due nomi del capo della Comunità e del ministro degli Esteri. Come è noto per la prima posizione Tony Blair è contrapposto all’attuale primo ministro belga Von de Rompuy.
I rappresentanti polacchi hanno anche chiesto che le scelte vengano fatte dopo una audizione dei candidati. Ci si chiede, in questo caso, in quale lingua parlerà massimo D’Alema. le recenti rievocazioni della caduta del muro di Berlino non gioverebbero a D’Alema, proprio per il suo passato.
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