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Londra, terrorismo entra in campagna elettorale. Corbyn accusa May: “Tagli alla polizia. Si dimetta”

Londra, terrorismo entra in campagna elettorale. Corbyn accusa May: "Tagli alla polizia. Si dimetta"

Londra, terrorismo entra in campagna elettorale. Corbyn accusa May: “Tagli alla polizia. Si dimetta” (Foto Ansa)

LONDRA  –  L’ennesimo attentato nel Regno Unito riaccende la campagna elettorale a tre giorni dal voto dell’8 giugno. E il leader dei laburisti, Jeremy Corbyn, chiede le dimissioni della premier (ed ex ministro degli Interni) Theresa May per i tagli alla polizia.

In un comizio a Carlisle, nord Inghilterra, Corbyn ha giustificato la decisione di interrompere lo stop alla campagna sostenendo che il terrorismo “vuole fermare il processo elettorale” e “non lo si può accettare”. Il capo dell’opposizione ha poi criticato i toni da pugno di ferro usati da Theresa May nel suo intervento a Downing Street dopo l’attacco di Londra sostenendo che non è vero che lei difende il Paese e accusandola di aver tagliato, prima come ministro degli Interni e poi come premier, di 20 mila unità il numero degli agenti di polizia in servizio. 

Assumendo a sua volta toni quasi da premier il leader laburista, accusato in passato per la sua militanza pacifista, ha infine promesso di impegnarsi con “ogni azione necessaria per debellare il terrorismo” ma ha anche ammonito che bisogna “resistere alla islamofobia” e non “alimentare le divisioni nel Paese”.

San raffaele

Poco prima era stata la premier May ad attaccare, per prima, cercando di porre se stessa come campione della fermezza. “Abbiamo bisogno di una leadership forte e salda per guidare la Gran Bretagna, oggi più che mai. Ed è quello che offro al Paese”, ha detto in un discorso a Whitehall, la sede degli uffici del governo. Fermezza con gli jihadisti, fermezza con Bruxelles: “La leadership è la capacità di fare quello che è difficile e non fingere che le sfide non esistano”. La sfida della trattativa con l’Unione europea è “la più difficile ma anche la più importante, perché tutto quello che vogliamo come Paese dipende da questo negoziato”.

Difficile dire come l’elettorato reagirà dopo questo ennesimo attentato, il terzo nel giro di tre mesi. A differenza di quanto accade solitamente, in questo caso a guadagnare consensi non sembra essere il partito conservatore. Il Labour continua a rimontare e lo scarto tra i due partiti è minimo.

 

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