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Martin Schulz, gaffe sessista: “Le belle giornaliste mi motivano”

Martin Schulz, gaffe sessista: "Le belle giornaliste mi motivano"

Martin Schulz, gaffe sessista: “Le belle giornaliste mi motivano”

BERLINO – “Le belle giornaliste mi motivano”. Con questa espressione poco felice Martin Schulz è inciampato nella bestia nera del sessismo. Le conseguenze sono state piuttosto lievi, ma le parole del candidato cancelliere dei socialdemocratici non sono certo passate inosservate in Germania.

La gaffe gli è venuta rispondendo alle domande di una giornalista a Unna, piccolo centro della Renania. La reporter gli ha domandato come facesse a “trovare la motivazione necessaria” a giocare la partita elettorale, anche alla luce dei sondaggi che danno il suo partito in forte difficoltà. Il leader Spd ha quindi provato a giocare d’ironia, rispondendo con una battuta. Ma è inciampato clamorosamente: “Durante il giorno vengo intervistato da donne carine. E anche questa è una motivazione”.

L’episodio è rimbalzato sulla stampa nazionale dal Koelner Stradtanzeiger. E Die Welt, qualche ora dopo, ha provato a stabilire quale fosse il “tasso di sessism0” contenuto in quella dichiarazione. “Non è un caso Bruederle“, ha scritto il giornale, riferendosi al polverone che travolse un leader liberale della scorsa legislatura per gli apprezzamenti al decolleté di una giornalista. Fu la stessa reporter a scriverne, facendo scoppiare il finimondo. Ma l’uscita sulla “bellezza” delle giornaliste viene bollata comunque come “poco felice”.

Ma ce n’è abbastanza per tirare in ballo l’ultima gaffe di Donald Trump, che all’Eliseo ha imbarazzato la first lady Brigitte, compiacendosi di trovarla “in forma”, (queste le sue esatte parole), nonostante l’età, hanno malignato i media decodificando il messaggio.

In una difficile rincorsa della Merkel (l’Spd è al 24% e la Cdu al 38%) oggi Schulz ha chiesto “contromisure immediate” nei confronti della Turchia per l’arresto di altri due cittadini tedeschi e sta cercando di alzare la pressione sull’avversaria anche sul Dieselgate’. Ma si sforza di essere accorto anche nella comunicazione. Eppure spesso scivola, proprio su questo. In vista del voto del 24 settembre, e dell’attesissimo duello televisivo di domenica prossima, l’Spd continua quindi a fare pasticci.

I giornali tedeschi scrivono ogni giorno sulla controversa posizione di Gerhard Schroeder, l’ex cancelliere che ha accettato l’incarico offerto dal gruppo petrolifero russo Rosneft liquidando le polemiche con arroganza: “Della mia vita non decide la stampa tedesca”, ha detto andando dritto per la sua strada e continuando comunque a fare campagna elettorale per il suo partito, visibilmente in imbarazzo per la questione.

In questi giorni anche Sigmar Gabriel ha dato il suo contributo. Il ministro degli esteri ha affermato di non puntare di nuovo a una Grosse Koalition, perché questo non permetterebbe ai socialdemocratici di imporre il loro cancelliere. Parole che hanno tradito l’intima disillusione, rispetto alla possibilità di diventare primo partito in Germania e battere l’Unione della Merkel. La frase ha provocato una piccola tempesta interna, tanto che il ministro ha dovuto correggersi, fino alla palese contraddizione: “Il risultato è del tutto aperto, certo che possiamo diventare il partito più forte”.

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