Politica Europa

Merkel apre a un’Europa a più velocità: “Integrazione non uguale per tutti”

Angela Merkel apre a Europa a più velocità

BERLINO – La cancelliera tedesca Angela Merkel sdogana un’Europa a “più velocità” e crede che i leader europei possano impegnarsi in tal senso già da marzo, con la Dichiarazione per il 60esimo anniversario dei Trattati di Roma, che verrà adottata nella capitale italiana. Lo riferisce la Frankfurter Allgemeine che ha raccolto le parole della cancelliera al termine del Consiglio europeo informale di Malta

“Abbiamo imparato dalla storia degli ultimi anni che ci potrebbe essere un’Unione Europea con differenti velocità  e che non tutti parteciperebbero ogni volta ai tutti i passaggi dell’integrazione”, ha detto Merkel aggiungendo: “Penso che questo potrebbe essere inserito nella Dichiarazione di Roma”. In quell’occasione i 27 Paesi Ue tracceranno la strada da seguire per il dopo Brexit, crisi migranti e Trump.

Sullo sfondo delle parole della Merkel a Malta, vi è una campagna elettorale tedesca che si gioca anche sullo spauracchio di un’ipotetica Grexit, un’uscita della Grecia dall’euro, che potrebbe avvenire agli inizi della prossima estate. La Grosse Koalition della Cancelliera litiga apertamente, con un attacco di Sigmar Gabriel al ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble, sferrato nei giorni scorsi, un attimo prima di lasciare il ministero dell’Economia per quello degli Esteri.

Gabriel ha scritto alla cancelliera una lettera – secondo quanto ha rivelato l’Handeslblatt – per lamentarsi, in sostanza, dell’ostinazione con cui il collega-falco perseguirebbe obiettivi irrealistici, rischiando di provocare una nuova crisi, che potrebbe ricordare quella traumatica vissuta nel giugno 2015. Secondo Schaeuble, per ottenere risultati dal governo Tsipras, è necessario invece che la pressione resti elevata. E in giornata anche Merkel ha fatto pressione sul premier greco a Malta perché collabori con le istituzioni.

Gabriel, dal canto suo, ha espresso “molta preoccupazione” per il dibattito sulla Grecia. “Le posizioni del ministro delle Finanze e quella del Fmi sono così lontane che un accordo è quasi escluso”, ha scritto nella lettera. Uno dei punti di disaccordo è la pretesa di Schaeuble che Atene mantenga un surplus di bilancio del 3,5%, per i prossimi 10 anni. Un obiettivo ritenuto non realistico dal Fmi e Gabriel chiede ora alla cancelliera di far limitare la richiesta “a tre anni”.

Secondo il ministro delle Finanze, che ha personalmente risposto alla missiva, come riporta lo stesso Handelsblatt, le concessioni del vicecancelliere alla Grecia sarebbero contro-produttive. E lui stesso ha replicato alle accuse: “Se la Grecia continua a non fare quello che deve, alla lunga non va. Se Tsipras mantenesse il 60% di quello che ha sottoscritto, la Grecia avrebbe uno sviluppo positivo”. “Io sono molto generoso”, ha anche risposto piccato. “Siamo stati generosi e lo saremo di nuovo”, ma il problema resta la “competitività di Atene”.

Anche i portavoce di governo si sono scontrati sul tema a Berlino: “Servono un’economia che investe, e nuova crescita. La Grecia ha bisogno di prospettive nello sviluppo economico, che siano realistiche, favorevoli alla crescita e sostenibili”, ha detto un portavoce della ministra dell’Economia Brigitte Zypries, appena insediata. “È interesse tedesco ed europeo stabilizzare la Grecia, stiamo a quanto concordato dall’eurogruppo di giovedì scorso. Nulla di nuovo”, ha replicato il portavoce di Schaeuble. I colpi dei socialdemocratici su questo fronte non sembrano destinati a diminuire: con la discesa in campo di Martin Schulz, più che premiato dai sondaggi, sulle politiche europee e su Atene in particolare l’Spd ha chiaramente cambiato marcia.

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