Politica Europa

Italia Oggi: Merkel vuole Federica Mogherini al posto di Renzi

Italia Oggi: Merkel vuole Federica Mogherini al posto di Renzi

Italia Oggi: Merkel vuole Federica Mogherini al posto di Renzi
(Action Press – LaPresse)

ROMA – “Sembra incredibile, ma a Bruxelles dicono che la Merkel sarebbe favorevole a Mogherini premier al posto di Renzi”: così Tino Oldani, nella sua rubrica “Torre di Controllo” su Italia Oggi, riporta delle indiscrezioni, delle voci di corridoio secondo le quali Angela Merkel, cancelliere della Germania, vedrebbe l’attuale “ministro degli esteri” dell’Unione Europea Federica Mogherini al posto del presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi.

Tenetevi forte: sembra incredibile, ma ora a Bruxelles gira voce che a Berlino stimano molto Federica Mogherini, tanto che la stessa Angela Merkel la vedrebbe di buon occhio premier al posto di Matteo Renzi, con il quale non ci sarebbe più la sintonia di una volta. Solo chiacchiere? Le indiscrezioni, in politica, vanno sempre prese con le molle. […]

Perché il feeling fra Merkel e Renzi sembra finito e perché la Mogherini, sul modello di Mario Monti, potrebbe guidare un governo più sensibile agli input tedeschi, che coincidono con quelli europei.

2x1000 PD

Primo gossip, martedì 18 gennaio: «Sono ripartite le voci che ipotizzano Mogherini appiattita su Berlino per vincere la corsa all’Onu, o addirittura per formare un governo più in sintonia con la guida tedesca dell’Ue, replicando un po’ la linea dell’esecutivo di Mario Monti». Ieri, secondo gossip, avvalorato da un virgolettato: «Manfred Weber, leader bavarese del Ppe, vicino alla cancelliera Merkel, ha espresso apprezzamento per l’Alto rappresentante per la politica estera Ue e vicepresidente della Commissione Ue, Federica Mogherini, avvalorando di fatto le indiscrezioni che attribuiscono alla Merkel di considerare Lady Pesc più affidabile del premier italiano», ha scritto Ivo Caizzi. Weber ha anche dichiarato: «Sono stato orgoglioso di vedere Federica Mogherini siglare l’accordo sul nucleare iraniano, e la voglio ringraziare per il suo lavoro».

Secondo Oldani un indizio è la dichiarazione della Mogherini di venerdì 15 gennaio, dopo un acceso scambio di vedute fra Renzi e il presidente della Commissione europea Juncker:

[…] La Mogherini, infatti, venerdì 15 gennaio, pochi minuti dopo che Juncker aveva criticato Renzi e quest’ultimo gli aveva risposto per le rime, aveva a sua volta rilasciato una dichiarazione pilatesca, di questo tenore. «È stupido creare divisioni all’interno dell’Europa. Gli europei hanno bisogno di essere uniti di fronte alle tante crisi che ci sono». Attenzione: dare dello stupido è un’offesa che non rientra nel vocabolario della diplomazia, bensì in quello della politica. E a chi ha dato dello stupido la Mogherini, se non a Renzi, accusato di dividere l’Europa?

Dicono che il premier italiano, quando a Palazzo Chigi gli hanno riferito la dichiarazione della Mogherini, sia andato su tutte le furie, e abbia invitato i collaboratori e i deputati Pd di fiducia a non cercare più alcuna sponda con l’ingrata Lady Pesc, con la quale peraltro i suoi rapporti erano già guasti e interrotti da mesi. Una rottura personale probabilmente definitiva, dopo gli ultimi gossip in arrivo da Bruxelles. Ma anche una rottura politica forte, dopo la nomina di Carlo Calenda, renziano doc, come nuovo ambasciatore presso l’Ue al posto di Stefano Sannino, considerato amico e succube della burocrazia Ue, al pari di Lady Pesc.

Oldani fa un paragone fra i problemi attuali del governo Renzi con l’Europa e la situazione del governo Berlusconi nel 2011. Con le dovute differenze: la prima è la compattezza della maggioranza che sostiene Renzi.

Di fronte a questo scenario, con lo scontro Juncker-Renzi in primo piano e le trame della «traditrice» Mogherini sullo sfondo, alcuni analisti hanno cominciato a fare paragoni tra il governo Berlusconi del 2011 e quello attuale, colpiti entrambi dalla sfiducia tedesca. Allora Berlusconi fu costretto a dimettersi, sotto la pressione di Berlino e dei mercati, con l’arma dello spread e del debito pubblico, complice il capo dello Stato Giorgio Napolitano, che da mesi aveva preparato il successore, nominando senatore a vita Mario Monti. Ora l’arma sarebbe quella delle banche in crisi, ma priva della copertura politica del Colle: un’offensiva che sembra non impensierire il premier più di tanto, poiché, a differenza di Berlusconi, ha ancora Camera e Senato sotto controllo.

A Renzi comunque potrebbe non bastare la solidità della maggioranza, se l’avversario non si chiama Juncker ma Merkel. E se per capire se stai simpatico al padrone un buon metro è vedere come si approccia a te il suo cane, in politica le sparate dei personaggi di secondo piano sono sempre la spia di quello che pensa il leader.

Ma basterà? Se il vero motore dell’offensiva in atto non è Juncker, bensì la Merkel, il finale non sarà a tarallucci e vino. E che sia la Merkel a tirare i fili, non sembrano esserci dubbi. Guardiamo le date. Giovedì scorso Juncker ha incontrato la cancelliera, e il giorno dopo ha attaccato Renzi. Un caso? Pare proprio di no: subito dopo che il premier italiano ha risposto a Juncker per le rime («Non ci facciamo intimidire»), Manfred Weber, capogruppo del Ppe al Parlamento europeo, vicino alla Merkel, ha attaccato Renzi per dargli dell’ingrato: «Noi stiamo dando una mano. Siamo tutti aperti. Ma Renzi deve capire che non può risolvere i problemi italiani con la flessibilità in Europa. Invece che fa? Attacca Juncker e Merkel. Inconcepibile».

Il gelo tra Berlino e Roma, a ben vedere, è iniziato un mese fa, dopo che in un convegno a Milano (14 dicembre), Mario Draghi aveva ammonito la platea di banchieri: «Creare le condizioni per un rapido smaltimento dei prestiti deteriorati». E il 19 dicembre, intervistato dal Corsera, Lars Feldt, consigliere economico di Wolfgang Schauble, piantava i paletti: «La Commissione Ue impedirà salvataggi delle banche da parte del governo o sussidi nascosti agli istituti». Renzi, che è sveglio, capì al volo l’antifona, e nello stesso giorno attaccò la cancelliera durante un vertice a Bruxelles: «Non potete raccontarci che state donando il sangue all’Europa, cara Angela». Così, dopo un mese di batti e ribatti, ecco il gossip avvelenato di Mogherini premier, cucinato a Berlino. Chissà il seguito.

To Top