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Migranti, la nuova tecnica dei trafficanti: li accompagnano fin sotto le navi Ong

Migranti, la nuova tecnica dei trafficanti: li accompagnano fin sotto le navi Ong

Migranti, la nuova tecnica dei trafficanti: li accompagnano fin sotto le navi Ong

ROMA – Migranti, la nuova tecnica dei trafficanti: li accompagnano fin sotto le navi Ong. Perché durante le operazioni di salvataggio e recupero i barconi e le carrette del mare stipate all’inverosimile di migranti vengono invariabilmente scortate sulle coste siciliane e comunque italiane e non, per esempio, a Malta o sulle coste tunisine che in teorie sarebbero approdi più vicini? Perché gli scafisti conducono le carrette solo fino a dove sanno che nelle vicinanze c’è una nave umanitaria pronta a raccogliere i migranti e metterli in salvo in Italia.

E’ quanto cercano di stabilire almeno tre procure nazionali, è quanto vuole capire il ministero dell’Interno: il sospetto, più che fondato secondo Frontex (l’agenzia dell’Unione europea dedicata alle questioni migratorie) e i magistrati, è che scafisti e navi umanitarie prendano accordi, trafficanti di uomini e Ong dialoghino alle spalle delle autorità costiere preposte al controllo e al salvataggio.

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La testimonianza di un investigatore che si occupa di sbarchi raccolta da La Stampa racconta l’esistenza di una relazione pericolosa, clandestina e inaccettabile tra alcune Ong e i trafficanti (Medici senza Frontiere e Save the children sono però al di sopra di ogni sospetto, ha precisato il presidente del Consiglio Gentiloni).

«Abbiamo documentazione fotografica dell’ultima tecnica adottata dai trafficanti – spiega -. I migranti vengono ammassati su gommoni che possono galleggiare solo poche miglia o su barchini e li scortano con le moto d’acqua fino a quando non si vede all’orizzonte un’imbarcazione delle Ong o una ufficiale. Dopo di che, invertono la loro rotta e tornano in Libia. Sui gommoni, il timone è stato invece affidato a uno o due migranti; qualche volta sono costretti, spesso però sono loro stessi a proporsi ai trafficanti perchè così si pagano il loro viaggio. I più coraggiosi e sfrontati sono i nigeriani ma ultimamente perfino migranti del Bangladesh, che sono miti e non aprono mai bocca, sono disposti a trasformarsi in scafisti». (Fabio Albanese e Grazia Longo, La Stampa)

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