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Migranti, l’Europa si sfarina: a Bruxelles lite e vuoto

Migranti, l'Europa si sfarina: a Bruxelles lite e vuoto

Migranti, l’Europa si sfarina: a Bruxelles lite e vuoto

BRUXELLES – “Migranti e solidarietà, un fallimento europeo”. Le parole del premier maltese riassumono al meglio quello che sta accadendo, o meglio non sta accadendo, a Bruxelles, dove tra liti e vuoti di presenze e decisioni, l’Europa si sta sfarinando sull’emergenza migranti. Il presidente della Commissione europea Juncker relaziona sull’emergenza sbarchi in una seduta plenaria semideserta: “Siete ridicoli”, dice. Il presidente del Parlamento europeo Tajani lo interrompe: “Moderi i termini”.

Intanto il premier maltese Joseph Muscat denuncia: “Paesi come l’Italia hanno visto centinaia di migliaia di bambini, donne e uomini raggiungere le sue coste. Quando si tratta di solidarietà effettiva, dovremmo vergognarci”. Il tutto a 2 giorni dal vertice di Tallin tra i ministri degli Interni e della Giustizia, dove si arriva in ordine sparso e il presidente dell’Estonia dice che non possono essere prese decisioni in quella sede. Francesi, spagnoli e tedeschi dicono “aiutiamo italia” ma poi chiudono i porti e le frontiere. L’Italia chiede urgenza perché ne arrivano 100mila.

In soldoni, gli ampi vuoti tra i banchi dell’Europarlamento sembrano (e forse sono) la rappresentazione di quella sensazione di disinteresse per i problemi italiani che persiste nell’azione, e soprattutto nella non azione, di molti Stati membri. Francia e Spagna hanno lasciato intendere di essere pronte ad accogliere richiedenti asilo, non ad alleggerire l’Italia del peso dei migranti, che poi sono la stragrande maggioranza. La Commissione europea ha appena aperto la procedura d’infrazione contro Ungheria, Polonia e Repubblica Ceca, tre dei quattro Paesi del gruppo di Visegrad che non hanno ricollocato al loro interno la quota di richiedenti asilo concordata a livello Ue nel 2015. Sostenuti, nel loro atteggiamento di chiusura, da un’Austria pronta a dispiegare sul confine con l’Italia, al passo del Brennero, fino a 750 soldati per fare muro davanti al flusso di migranti da Sud. Un fallimento europeo, non si può che non essere d’accordo con il premier malese, che infatti chiude il suo intervento così: “Dovremmo vergognarci tutti di quello che abbiamo fatto”.

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