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Svezia espellerà 80.000 migranti con i voli charter VIDEO

STOCCOLMA – La Svezia espellerà 80.000 richiedenti asilo la cui domanda è stata respinta. E’ quanto annunciato dal ministro degli Interni Anders Ygeman, citato dalla Bbc. Ygeman ha spiegato che voli charter saranno utilizzati per deportare i migranti nell’arco di diversi anni.

Circa 163.000 migranti e rifugiati hanno chiesto asilo in Svezia nel 2015 – ricorda la Bbc – il numero più alto pro capite in Europa: dei circa 58.800 casi trattati l’anno scorso, il 55% delle richieste sono state accettate.

La Svezia a inizio settimana è diventata l’ultimo di una serie di paesi europei che hanno registrato tensioni a causa di ripetuti episodi di violenza legati ai migranti: un richiedente asilo di 15 anni è stato arrestato vicino Gothenburg dopo che aveva ucciso a coltellate una ventiduenne dipendente di centro di asilo.

Il tutto nel giorno in cui la riunione dei commissari Ue, “dopo una lunga discussione” ha approvato il rapporto sullo stato delle frontiere esterne in Grecia, in cui si evidenziano “serie carenze” nelle procedure di identificazione dei migranti. La valutazione è stata condotta sulla base di visite inattese degli esperti inviati in Grecia dalla Commissione e realizzate a novembre.

Si tratta dell’avvio del primo dei quattro passaggi di preparazione verso un’eventuale attivazione dell‘articolo 26 del codice Schengen, che prevede l’estensione dei controlli alle frontiere interne per uno o più Paesi, per un massimo di due anni.

Nei prossimi giorni il documento arriverà sul tavolo del Comitato di valutazione Schengen per l’approvazione definitiva. Successivamente la Commissione europea proporrà un piano di azioni con raccomandazioni per risolvere “le serie e persistenti carenze riscontrate”. Se alla fine dei tre mesi Atene non avesse apportato le correzioni richieste, la Commissione può proporre al Consiglio Ue di attivare l’articolo 26. Il primo ineluttabile passo verso la sospensione di Schengen.

E’ chiaro a questo punto che l’emergenza migranti sarà il tema principale, se non l’unico, dell’attesissimo bilaterale Renzi-Merkel, in programma per venerdì. Il premier si presenterà a Berlino con la missione di salvare Schengen per “non uccidere l’Europa”. Ma soprattutto per salvaguardare l’Italia, che con una mini-Schengen si troverebbe sopraffatta dagli arrivi dalla Libia e dalla Siria.

Intanto Renzi non manca di far recapitare il messaggio alla sua interlocutrice a mezzo intervista con un giornale tedesco, il Frankfurter Allgemeine Zeitung:“Se per esempio si cerca una strategia complessiva per la soluzione dei profughi, non può bastare se Angela prima chiama Hollande e poi chiama il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker, e io apprendo del risultato sulla stampa”.