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Migranti, Ue minaccia sanzioni a chi rifiuta i rifugiati ricollocati

Migranti, Ue minaccia sanzioni a chi rifiuta i rifugiati ricollocati

(Nella foto Ansa, Dimitris Avramopoulos)Migranti, Ue minaccia sanzioni a chi rifiuta i rifugiati ricollocati

BRUXELLES – “Se gli Stati membri dell’Unione europea non aumenteranno presto i rispettivi ricollocamenti, la Commissione non esiterà ad avvalersi dei suoi poteri nei confronti di chi non avrà rispettato gli obblighi derivanti dalle decisioni del Consiglio”: con questo monito la Commissione europea apre la possibilità a future procedure di infrazione. Bruxelles avverte inoltre che “l’obbligo giuridico di ricollocare le persone ammissibili non decadrà dopo il mese di settembre”. Anche il presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker, è tornato sulla questione: “Grecia e Italia hanno fatto sforzi importanti per rendere possibili i ricollocamenti: ora tocca agli altri Stati far fronte ai propri obblighi”, ha scritto in una lettera al presidente del Consiglio Donald Tusk.

La Commissione ha sollecitato anche i governi ad “impedire la fuga dei migranti che lasciano intendere di non voler ottemperare alla decisione di rimpatrio che li riguarda, per esempio rifiutandosi di collaborare nel processo di identificazione o opponendosi in modo violento o fraudolento ad un’operazione di rimpatrio”.

Il commissario europeo Dimitris Avramopoulos ha spiegato il senso della decisione: “Garantire che i migranti irregolari siano rimpatriati rapidamente non solo allenterà la pressione sui sistemi di asilo degli Stati membri e permetterà di mantenere adeguate capacità di protezione per chi ne ha realmente bisogno, ma sarà anche e soprattutto un segnale forte per scoraggiare i pericolosi viaggi della speranza verso l’Unione europea. Dobbiamo dare protezione a coloro che ne hanno bisogno, ma dobbiamo anche rimpatriare chi non ha diritto di rimanere nell’Ue, nel pieno rispetto dei diritti fondamentali e del principio di non respingimento”, ha evidenziato.

A questo fine, la Commissione ha deciso di aumentare il sostegno finanziario agli Stati membri con 200 milioni di euro nel 2017 destinati alle attività nazionali in materia di rimpatrio. Avramopoulos ha anche assicurato che “Italia e Grecia avranno il nostro pieno sostegno e aiuto nel creare i centri di detenzione. Gli Stati membri dovrebbero ricorrere ai centri di detenzione quando i migranti irregolari non collaborano o c’è il rischio di fuga, e per un periodo che permetta la definizione della procedura di allontanamento dal territorio. Ed è uno strumento da utilizzare quando non ve ne siano di meno coercitivi, ma efficaci”, ha aggiunto.

Finora solo due Stati membri (Finlandia e Malta) provvedono nei tempi ai propri obblighi nei confronti sia dell’Italia che della Grecia, mentre alcuni (Austria, Polonia e Ungheria) rifiutano qualunque tipo di partecipazione al programma ed altri stanno rispettando gli impegni in misura molto limitata (Bulgaria, Croazia, Repubblica ceca e Slovacchia).

L’Italia, la Grecia, le agenzie dell’Ue e le organizzazioni internazionali hanno aumentato le loro capacità e sono pronte e in attesa di contribuire alla realizzazione degli obiettivi mensili. “Spetta ora agli altri Stati membri – si spiega nel documento – adempiere in ugual misura ai loro obblighi. La Commissione sollecita la presidenza maltese e gli Stati membri a dar seguito all’appello della Commissione in occasione del Consiglio Giustizia e affari interni di marzo”.

 

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