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Immigrazione, Ue stanzia 700 milioni per la Grecia

BRUXELLES – Emergenza immigrazione, l’Unione europea stanzia 700 milioni di euro di aiuti per i Paesi in difficoltà, Grecia in primis. Si tratta della prima volta dal dopoguerra che viene varato un piano per evitare una tragedia umanitaria in Europa.

I settecento milioni verranno distribuiti in tre anni (300 nel 2016, 200 nel 2017 e 200 nel 2018) e andranno anche alle organizzazioni non governative che già operano in Grecia, dove sono fermi moltissimi dei migranti che sono salpati dalla Turchia e hanno attraversato l’Egeo, con la speranza di raggiungere l’Austria, la Germania o i Paesi scandinavi, e si ritrovano bloccati nel limbo ellenico a causa dei muri e delle barriere erette dai Paesi balcanici come la Macedonia. A beneficiare dei soldi saranno quindi ong come l’Unhcr (l’agenzia Onu per i rifugiati) e la Croce Rossa, che si occupano di dare aiuto ai migranti. Solo una parte dei fondi andrà direttamente al governo Tsipras per finanziare programmi di assistenza.

Gli aiuti sono stati decisi in considerazione della prevista escalation di flussi di primavera, quando le condizioni meteo migliori spingeranno altri profughi a muoversi. Dal gennaio del 2015 sono arrivati sul territorio europeo oltre un milione di richiedenti asilo. 

Molti sono fermi in un altro limbo europeo, quello della cosiddetta “Giungla” di Calais, la punta francese che protende verso il Regno Unito. Qui martedì primo marzo sono ripresi gli sgomberi della tendopoli, che poi tanto squallida non era, come hanno testimoniato le fotografie scattate dal Daily Mail e riprese da BlitzQuotidiano. 

Ma le ruspe sono tornate a demolire tutto, per smistare nei diversi campi di accoglienza francesi i migranti che lì si erano costruiti una piccola casa in attesa del sogno inglese. Il governo di Parigi va dritto per la propria strada, e non si è fermato nemmeno di fronte ad alcuni profughi che hanno minacciato di tagliarsi le vene se lo sgombero non si fosse fermato. Nonostante le pressioni dello Stato per trasferire i migranti in 102 centri costruiti ad hoc e pronti ad accoglierli, ma lontano dalla frontiera britannica, la stragrande maggioranza di loro si ostina a rimanere nella “Giungla” di Calais.

(Nelle foto Ansa, i migranti bloccati ad Idomeni, nel nord della Grecia, nella speranza di varcare il confine con la Macedonia e raggiungere l’Europa centrale e settentrionale)

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(Nel video, lo sgombero della “Giungla” di Calais)

 


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