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Panama Papers, Putin: vero, soldi spesi per comprare violini

MOSCA – Panama Papers, Vladimir Putin: “I due miliardi di dollari transitati sui conti caraibici del mio amico violoncellista Serghei Roldughin? Tutto vero: sono serviti a comprare due violini e due violoncelli, tra cui uno Stradivari”.

Il presidente russo è tornato sull’argomento Panama Papers durante la annuale diretta televisiva in cui rispondeva alle domande dei cittadini. “Le informazioni contenute nei Panama Papers riguardo ai conti off-shore di Sergei Roldugin sono corrette”, ha detto, e dunque “non ci si può rivolgere al tribunale. I documenti sembrano redatti più da giuristi che da giornalisti”. Roldugin, ha sottolineato Putin, “ha speso più di quanto avesse” per acquistare strumenti musicali per la nazione, tanto che adesso non ha più nulla, ha speso tutto e ha fatto anche dei debiti. Si vede chi sono i mandanti di questa operazione, le ‘orecchie’ americane, la holding che possiede il giornale Süddeutsche Zeitung (il quotidiano che per primo ha diffuso le notizie sui Panama Papers, ndr) è di Goldman Sachs, banca americana, e più si avvicineranno le elezioni più si moltiplicheranno attacchi mediatici”, ha aggiunto Vladimir Putin durante la diretta con la nazione.

Riguardo agli strumenti musicali comprati da Roldugin, però, Anna Zafesova su La Stampa parla di una sorta di giallo riguardo ad uno dei quattro strumenti, un violoncello Stradivari, lo Stuart, costruito nel 1732 e appartenuto anche all’imperatore Federico Guglielmo di Prussia.

Scrive Anna Zafesova, mai troppo benevola nei confronti di Putin:

Intorno al violoncello è nato subito un piccolo giallo. Secondo l’archivio Cozio della casa Tarisio, la maggiore banca dati sugli strumenti musicali a corda del mondo, lo Stuart ha cambiato diversi proprietari e dal 1979 è in mano a un anonimo. La ditta Reuning & Son, specializzata in vendita di strumenti unici, afferma di aver venduto “di recente”, dopo il 2013, come si intuisce dal sito lo Stuart, senza specificare il nuovo proprietario. Ma soprattutto pare che il prezioso strumento resti in mano al violoncellista americano Steven Honigberg, che lo suona da diversi anni e viene ormai associato allo Stuart a tal punto che negli archivi internazionali il violoncello viene chiamato “Stuart-Honigberg”.

Il maestro americano, allievo del leggendario russo Mstislav Rostropovich, dovrebbe partecipare a fine luglio a Firenze a un masterclass, e il programma lo presenta come il musicista che suona lo Stuart. I social russi stanno già ironizzando sull’ipotesi che Putin avesse mentito, o che qualcuno avesse rifilato a Roldughin una patacca spacciata per il mitico Stradivari. Più probabile però che la vendita sia recente, e talmente riservata (come spesso capita per oggetti unici come questo) da risultare ancora ignota anche all’archivio della liuteria cremonese.

(…) Nulla vietava a Roldughin di compiere un gesto filantropico e regalare alla sua patria un violoncello da 12 milioni, un prezzo record tra quelli pagati alle aste per strumenti del genere che pare sia già stato utilizzato dal maestro nei suoi concerti. Resta da capire come abbia però potuto “spendere tutto e anche indebitarsi” per due miliardi di dollari.


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