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“Pirati” potrebbero vincere elezioni: utopia al potere in Islanda

REYKJAVIK – Tra poco in Islanda si apriranno le urne per le elezioni nazionali che vedranno 250mila aventi diritto al voto esprimersi sul futuro del Paese. Un’elezione che vede i ‘Pirati’, il partito anti sistema degli hacker-anarchici, sfidare i conservatori del Partito dell’Indipendenza con gli ultimi sondaggi della vigilia che fotografano uno scarto di pochi punti, 20,5% per i primi, 24,7% per i secondi.

I seggi aprono alle 09 locali (le 11 in Italia) e chiuderanno stasera alle 22 (24 in Italia) e i primi risultati sono attesi tra la tarda notte e l’alba di domani.

Gli elettori sembrano intenzionati a punire un governo la cui reputazione è stata offuscata dallo scandalo Panama Papers. L’Islanda ha indetto elezioni anticipate ad agosto dopo lo scandalo globale di evasione fiscale che ha coinvolto vari politici ed è costato la poltrona al premier. Le rivelazioni hanno sconvolto l’isola e riacceso la rabbia popolare esplosa durante la crisi finanziaria del 2008, che ha squassato il sistema bancario islandese e condotto a una grave depressione economica.

Nonostante da allora l’Islanda sia tornata a una crescita solida del quattro per cento e la disoccupazione sia diminuita, gli analisti riferiscono di una marea crescente di sentimenti anti-casta, testimoniati dalle manifestazioni di massa scoppiate da aprile dopo le rivelazioni dei Panama Papers.

Gli elettori hanno voglia di punire i partiti principali, spiegano gli analisti. Piuttosto che rivolgersi alla destra, come in vari Paesi europei, gli elettori sembrano voler dare una chance ai “Pirati” che, come scrive Repubblica

“è un partito anti-establishment che sfugge a etichette di destra o di sinistra, potrebbe guidare un esecutivo”.

 

Il programma è ambizioso e completamente in controtendenza rispetto agli scenari europei. Ancora Repubblica:

“Trasparenza totale, democrazia diretta e “liquida” online, droghe depenalizzate, asilo promesso a Edward Snowden, la Gola profonda dell’Nsa. Ma anche l’impegno di riformare la Costituzione in senso più democratico e di non toccare il miracolo economico in atto nel Paese”.