Blitz quotidiano
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Polonia, chi definisce Auschwitz campo di sterminio “polacco” rischia il carcere

VARSAVIA  –  D’ora in avanti chi, in Polonia, definirà il campo di concentramento di Auschwitz e gli altri lager nazisti “polacchi” rischia il carcere. Lo prevede una proposta di legge varata dal governo di destra nazionalista guidato dalla premier Beata Szydlo.

Una proposta che prevede multe e carcere fino a tre anni (dopo una prima versione che arrivava a cinque anni di detenzione) e che molto probabilmente diventerà legge, dal momento che in Parlamento il partito Pis della Szydlo (e dell’ex premier Jaroslaw Kakzynski) ha una larga maggioranza.

Il provvedimento intende porre fine a problema che da molti anni infastidisce Varsavia. Spesso i media stranieri si riferiscono per comodità ai lager nazisti come “polacchi”: i polacchi temono che, man mano che la Seconda Guerra Mondiale diventa lontana nel tempo, le nuove generazioni possano finire per pensare che i polacchi, nella Polonia brutalmente occupata dai nazisti, abbiano gestito i campi di sterminio dove morirono milioni di ebrei e non solo.

Come ha spiegato il ministro della Giustizia, Zbignew Ziobro,

“Non sono state le nostre madri, né i nostri padri, i responsabili dei crimini dell’Olocausto, commessi da criminali tedeschi e nazisti sul territorio polacco occupato. È nostro compito difendere la verità e la dignità dello stato polacco e della nazione polacca, così come i nostri padri, le nostre madri e i nostri nonni”.

Ziobro ha precisato che il carcere sarà applicato a chi definirà “intenzionalmente” come polacchi i campi di sterminio. E se molta parte dell’opinione pubblica è d’accordo con questa legge, c’è anche chi teme che il provvedimento possa essere usato per fermare la ricerca storica sull’atteggiamento di una parte della popolazione polacca nei confronti degli ebrei durante l’occupazione nazista.