Blitz quotidiano
powered by aruba

Renzi-Merkel, tète a tète su migranti, banche e crescita

Renzi-Merkel, vertice a Berlino: una cancelliera isolata e un premier italiano meno barricadero alla ricerca di possibili compromessi

BERLINO – Renzi-Merkel, l’atteso vertice di oggi a Berlino tra i due premier, rappresenta un passaggio decisivo nei rapporti dell’Italia con l’Europa, specie dopo le frizioni e le polemiche seguite all’impuntatura e all’innalzamento dei toni del capo del Governo italiano sulle tante questioni in campo: crisi dei migranti, banche e misure per la crescita contenute nella legge di stabilità sulla quale la Commissione Ue si esprimerà fra poco più di un mese. Ballano miliardi ma soprattutto è in gioco il ruolo dell’Italia che, come dice il New York Times, chiede di poter finalmente “sedersi al tavolo del potere europeo”. In che condizioni arriva la coppia Renzi-Merkel all’appuntamento?

La solitudine di Angela Merkel. Merkel, specie dopo storica apertura con cui ha accolto progressivamente più di un milione di profughi siriani è isolata in patria anche il suo partito, la Cdu sembra averle voltato le spalle, a un anno dalle elezioni e a un mese da un importante test elettorale in tre land, in Europa perfino l’Austria ha chiuso i confini per bloccare i flussi migratori. “Angela è sola ma non è finita” suggerisce un titolo di Italia Oggi che consiglia a Renzi di cogliere l’occasione di offrirle un’alleanza.

“La linea dura con l’Europa paga”. Il titolo dell’Huffington Post rileva la concomitanza della forte presa di posizione di Renzi in Europa con i sondaggi favorevoli che danno il Pd in crescita a gennaio al 33,9% (mezzo punto rispetto all’ultimo rilevamento Ixé). Sempre con il New York Times, “il premier italiano alimenta le tensioni mentre cerca un posto tra gli europei che contano”.

Die Zeit, “Renzi osso duro per la Merkel”. “In quasi due anni, Renzi ha avviato una riforma dietro l’altra”, scrive la Zeit, “ha rinnovato il mercato del lavoro, ha reso più efficiente la burocrazia e ha ridotto il parlamento troppo grande. L’Italia si è modernizzata, l’economia è cresciuta, anche se timidamente”.

Pur guidando un partito fratello della socialdemocrazia tedesca, Renzi ha privilegiato il rapporto diretto con Angela Merkel: “Ora che Merkel mostra debolezze, Renzi se ne distanzia”, osserva il settimanale.

Renzi-Merkel, i calcoli politici. Lo spunto è dato dai 300 milioni di euro che rappresentano la quota italiana per il pacchetto Turchia, “con l’aiuto del quale l’Ue, e soprattutto la Germania, vogliono arginare il flusso dei profughi”. Per l’Italia, costretta a risparmiare su molti capitoli di spesa pubblica, “si tratta di molto denaro”, scrive ancora la Zeit, soprattutto perché il Paese ha affrontato da solo, nel disinteresse dei partner del Nord Europa, la crisi dei migranti, quando questi non arrivavano via terra.

Dietro le recenti polemiche di Renzi con Berlino e Bruxelles sui soldi alla Turchia “c’è un calcolo politico”, sostiene la Zeit, perché l’Italia “ritiene di non poter sbloccare il finanziamento senza scontrarsi con le direttive di Bruxelles sul bilancio”. Ma il calcolo di Renzi, sempre secondo la Zeit, conterrebbe anche una concessione: “Dovessero i tedeschi essere pronti a chiudere un occhio sul debito italiano del 130% sul Pil, allora Roma sarebbe anche disponibile a dare un po’ di soldi alla Turchia”.