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Russia, Testimoni di Geova al bando: sono “estremisti” secondo le leggi antiterrorismo

MOSCA – La Russia mette al bando i Testimoni di Geova. Se già da tempo erano mal tollerati, e talvolta oggetto di veri e propri raid punitivi, adesso anche la legge è contro di loro. In base alle nuove norme anti-terrorismo approvate lo scorso giugno dal presidente Vladimir Putin, non solo le compagnie telefoniche devono registrare le conversazioni degli utenti, non solo i sistemi di messaggistica come Facebook devono consegnare le chiavi decrittazione all’Fsb (i servizi federali russi), ma attività come predicare e divulgare materiale religioso al di fuori dei luoghi approvati dal governo vengono ritenute estremistiche e possono far scattare multe fino a 15mila dollari e una denuncia.

Il Procuratore Generale della Federazione Russa aveva poi inviato all’organizzazione religiosa lo scorso 23 settembre una lettera in cui ordina lo scioglimento del movimento religioso sul territorio russo “se i fedeli non smettono le loro attività estremiste”. E adesso i Testimoni di Geova hanno paura.

In Russia sono circa 200mila i Testimoni di Geova. Sono una delle minoranze più vessate del Paese: già in passato sono stati accusati più volte di settarismo e di estremismo religioso e incitamento all’isolamento sociale. Nel mirino delle autorità russe sono anche alcune pratiche dei fedeli, come il rifiuto di usare armi e di prestare servizio militare e il rifiuto delle trasfusioni di sangue.