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Svizzera boccia espulsione stranieri che commettono reati

GINEVRA – Svizzera boccia espulsione stranieri che commettono reati. Con quasi il 59% di voti contrari, gli svizzeri hanno bocciato il referendum per l’espulsione automatica degli stranieri che “commettono reati” promosso dal partito di destra anti-immigrati dell’Unione democratica di centro (Udc/Svp).

Il verdetto delle urne costituisce un’amara sconfitta per l’Udc/Svp, prima formazione politica svizzera, e giunge al termine di una campagna estremamente accesa che ha visto una vasta mobilitazione della società civile contro un testo giudicato “inumano”. La proposta per cacciare i “criminali stranieri” ha trovato sostegno solo in sei cantoni su 26, tra i quali il Ticino, ed è stata respinta dal 58,9% dei votanti.

Intitolato “Per l’espulsione degli stranieri che commettono reati (Iniziativa d’attuazione)” ed osteggiato dal governo, il testo respinto chiedeva una severa applicazione di un’iniziativa sullo stesso tema proposta dall’Udc/Svp ed approvata alla fine del 2010 dalla maggioranza degli svizzeri. Rispetto al testo del 2010, la nuova iniziativa stabiliva una lista dei reati, dai più gravi ma anche meno gravi in caso di recidiva, in base ai quali un cittadino straniero, anche se nato in Svizzera, poteva essere automaticamente espulso a prescindere dall’entità della pena che era stata inflitta.

E’ una “vittoria storica del popolo di fronte alle tendenze totalitarie dell’Udc”, ha esultato il partito socialista (Ps). Anche gli altri partiti che avevano fatto campagna contro il testo si sono rallegrati dell’esito della votazione ed Amnesty International si è detta “molto sollevata che questo attacco frontale allo Stato di diritto e ai diritti umani sia stato chiaramente respinto”.

Dalla parte degli sconfitti, Albert Rösti, candidato alla presidenza dell’Udc/Svp, si è pronunciato per un’applicazione estremamente rigorosa della normativa approvata dal parlamento. Dopo l’odierno ‘No’ delle urne, entrerà infatti in vigore, a una data ancora da stabilire, la legge elaborata dal parlamento dopo il referendum approvato nel 2010. Il testo del parlamento prevede tra l’altro l’espulsione per tutti coloro che si macchiano di crimini sessuali e di reati come l’omicidio.

Sempre oggi, gli svizzeri hanno approvato con il 57% dei voti un risanamento della galleria autostradale del San Gottardo, aperta nel 1980, che prevede un secondo traforo ma senza tuttavia autorizzare un aumento della capacità di transito. Approvato dal governo e dal parlamento, il progetto era contestato da un referendum. Bocciati invece gli altri due temi in votazione a livello federale: l’iniziativa “Per il matrimonio e la famiglia”, lanciata dal Partito popolare democratico per chiedere che le coppie sposate non siano svantaggiate rispetto ai concubini sul piano fiscale, è stata respinta con il 50,5% di voti contrari. Anche il testo dei giovani socialisti “Contro la speculazione sulle derrate alimentari” non è riuscito a conquistare gli elettori.