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Svizzera: reddito di cittadinanza bocciato al referendum

BERNA – Si profila una vittoria del No al referendum sull’introduzione di un reddito di cittadinanza per tutti i cittadini in Svizzera, secondo le prime tendenze rese note dall’istituto gsf.bern dopo la chiusura dei seggi, alle 12. La tendenza si profila sulla base dei risultati parziali nei cantoni di Ginevra e Basilea e delle proiezioni per il cantone di Zurigo: nei tre cantoni – riferisce l’agenzia svizzera Ats – l’iniziativa risulterebbe rispettivamente respinta dal 66,3%, dal 65,4% e dal 75,7% degli elettori.

I cittadini svizzeri dovevano esprimersi sulla possibilità di concedere un reddito di cittadinanza minimo garantito e incondizionato, dalla nascita alla morte, che i promotori dell’iniziativa quantificano in 2.500 franchi elvetici, circa 2.250 euro e di 625 franchi (560 euro) per i minorenni.

L’iniziativa popolare raccolse 100.000 firme, con l’obiettivo di garantire a tutta la popolazione di “condurre un’esistenza dignitosa e partecipare alla vita pubblica, anche senza esercitare un’attività lucrativa” in un mondo che tende a sostituire al lavoro umano quello robotizzato, ed è stata promossa da un gruppo di cittadini indipendenti. Governo e parlamento l’hanno respinta praticamente in blocco.

Sempre oggi, gli svizzeri si pronunciano anche su altri quattro temi: l’iniziativa popolare “a favore del servizio pubblico”, quella “per un equo finanziamento dei trasporti” e su due modifiche legislative. La prima consentirebbe, ad alcune condizioni, un esame genetico degli embrioni ottenuti con fecondazione artificiale. La seconda riguarda la nuova legge sull’asilo e mira a istituire procedure più rapide per l’esame della domande dei richiedenti.