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Tassa ingresso in Ue 50 € agli stranieri per fondo migranti

ROMA – Tassa ingresso in Ue 50 € agli stranieri per fondo migranti. Una tassa di ingresso da 50 euro da far pagare agli stranieri extra-europei che vogliono entrare in Europa per motivi di turismo o di lavoro o, in alternativa ma, meglio, in combinazione, con un sovraprezzo di 10 euro sui biglietti aerei sempre destinato agli stessi stranieri entranti. Stiamo parlando delle possibili soluzioni allo studio a Bruxelles per affrontare l’emergenza legata ai flussi migratori dal punto di vista finanziario.

Perché, seppure il piano italiano cosiddetto Migration Compact – immaginato per gestire l’emergenza sia a protezione dei confini sia in aiuto alla fonte dei problemi e cioè nei paesi da cui partono le migrazioni –  sia piaciuto a livello europeo, resta il problema di come finanziarlo. Per ora sono disponibili circa la metà delle risorse necessarie (7 miliardi nei fondi Ue) che ammontano a una quindicina di miliardi.

Dal momento che la Germania si oppone all’emissione di eurobond e che una nuova accisa sul carburante che pesasse ancora sui contribuenti europei sarebbe altamente impopolare, gli esperti finanziari della Commissione studiano soluzioni alternative e creative. Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera riferisce di una specie di “visto Schengen” a pagamento.

«Per assicurare un flusso regolare ed evitare le tasse sui rifugiati, il fondo potrebbe essere alimentato dai viaggiatori provenienti da Paesi terzi». Lo chiamano «Visa Schengen», in realtà riguarda solo chi vive fuori dall’Europa, non è previsto che possa essere pagato da chi risiede nel vecchio Continente anche se non ha aderito al trattato sulla libera circolazione.

Il «visto» costerebbe 50 euro e potrebbe portare nelle casse dell’Unione «tra i 500 e i 700 milioni ogni anno». Una cifra non sufficiente a coprire il fabbisogno […] l’altro provvedimento prevede «una tassa da 10 euro per ogni passeggero di un Paese terzo che arriva in aereo in Europa». In questo caso l’entrata sarebbe di circa tre miliardi e 300 milioni e non è escluso che alla fine si decida di proporre entrambe le misure in modo da superare così i 4 miliardi necessari almeno ad avviare il progetto. (Fiorenza Sarzanini, Corriere della Sera)