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Unioni gay è legge in Grecia, ma niente adozione VIDEO

Grecia, Parlamento approva unioni gay, ma niente adozione

Il Parlamento greci (Ansa)

ATENE – Il parlamento greco ha approvato a larga maggioranza una legge che legalizza le unioni civili per le coppie omosessuali, due anni dopo la condanna della Grecia da parte del tribunale europeo dei diritti umani per discriminazione.

In un risultato annunciato, i parlamentari hanno votato 193 a favore contro 56 contrari al disegno di legge per estendere le unioni civili alle coppie dello stesso sesso. Disposizioni in materia di diritto di famiglia che avrebbero potuto aprire la strada ad applicazioni di adozione da parte di coppie omosessuali sono state ritirate prima del voto.

Dopo l’approvazione della legge che avviene lo stesso giorno in cui la Corte d’Appello di Roma ha riconosciuto un caso di “stepchild adoption”, la senatrice Monica Cirinnà relatrice del provvedimento sulle unioni civili in commissione Giustizia ha esultato:”Anche la Grecia ha approvato una legge per regolamentare le unioni civili delle coppie same-sex e lo ha fatto con le specificità dell’ordinamento vigente in quel Paese. In particolare sul fronte delle adozioni che, è il caso greco, sono, per esempio, permesse per i single. E’ una buona notizia. A breve anche l’Italia saprà fare meglio e bene con l’approvazione di un testo sul quale il Parlamento ha ampliamente lavorato giungendo ad una soluzione equilibrata che riconosce diritti non più derogabili”.

Di parere opposto Alessandro Pagano di Area Popolare: “Prendiamo atto che le varie lobby lgbt oggi si sbracciano per salutare positivamente il voto del Parlamento greco sulle unioni civili. Facciamo presente ai più distratti che la nuova legge approvata in Grecia esclude categoricamente le adozioni gay, solo così infatti si è riusciti a trovare l’accordo tra le varie forze politiche”.

“Questo è stato infatti l’elemento dirimente e discriminante in Grecia. E anche in Slovenia – prosegue Pagano – il popolo si è espresso nettamente contro i matrimoni e le adozioni gay. A questo punto le varie lobby lgbt e i rispettivi rappresentanti nel Parlamento italiano siano consequenziali con i propri proclami odierni: cancellino dal ddl Cirinnà tutte le norme relative alla stepchild adoption, che aprono alle adozioni gay, le quali a loro volta aprono alla criminale pratica dell’utero in affitto”.

“Se non lo fanno sono soltanto degli ipocriti mistificatori della realtà, che in totale malafede fanno disinformazione. Ed è chiaro che, a conti fatti – conclude Pagano -, i primi ferventi oppositori a una legge sulle unioni civili anche in Italia, che preveda il riconoscimento di specifici diritti individuali, sarebbero proprio loro”

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