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Vongole, via il divieto Ue di pescarle più piccole di 2,5 cm

ROMA – Vongole, via il divieto Ue di pescarle più piccole di 2,5 cm. S’intravvede la fine del tunnel sulla riduzione della taglia minime per le vongole in Italia da parte dell’Ue. Si tratta di intervenire sull’attuale norma europea perché oggi attualmente basta solo qualche vongola sottotaglia in una partita di prodotto che il tutto viene sequestrato, il pescatore denunciato penalmente, così come il commerciante, con la conseguenza che nessuno vuole più prendere questo rischio con gravi ripercussioni socio-economiche per il comparto.

In pratica, e per smentire facili e solite accuse alla burocrazia europea, fino ad oggi non si potevano pescare vongole più piccole di 2,5 cm di diametro per scongiurare il rischio di uno sfruttamento eccessivo, una soglia introdotta dalla Commissione Ue sulla scorta di una legge italiana del 1968 firmata dal presidente della Repubblica Saragat. La Commissione si è limitata a tradurre in norma Ue una norma italiana.

Oggi però la situazione è cambiata, specie nel mar Adriatico, quel limite è diventato anacronistico: per convincere la Commissione si è mosso bene il sottosegretario Castiglione, che già alla fine di aprile poteva annunciare importanti modifiche alla normativa. Il fatto biologico importante e riconosciuto è che i molluschi bivalvi fanno più fatica, sono più gracili e crescono di meno: con il limite attuale alla itticultura gli affari non possono che stentare, il mercato rischia il collasso.

Una data possibile, spiegano fonti europee, è il 27 giugno. A quel punto, i rappresentati degli stati potranno chiedere alla Commissione europea di accettare che, dal gennaio 2017 e per tre anni, si possano pescare le vongole a partire da 22 millimetri. Un progresso importante, formalmente transitorio, che riscriverebbe Saragat dopo quasi cinquant’anni e ammutolirebbe gli urlatori scettici. (Marco Zatterin, La Stampa)

 

 

 


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