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Magistrati, Davigo presidente Anm, il loro sindacato. Fu pm

ROMA – I magistrati italiani hanno in Piercamillo Davigo, ex pm di Mani pulite, il nuovo presidente della loro Associazione, il sindacato unitario della categoria. Piercamillo Davigo è leader della corrente  Autonomia&indipendenza. È stato eletto per acclamazione dal Comitato direttivo centrale del sindacato.

Davigo guiderà una giunta alla quale partecipano tutte le correnti della magistratura e resterà in carica per un anno. Al termine del suo mandato la presidenza sarà tenuta a turno da rappresentanti delle altre correnti. Davigo è stato il magistrato più votato alle ultime elezioni dell’Anm.

Originario di Candia Lomellino, Davigo ha 65 anni, ed è stato pm alla procura di Milano negli anni Ottanta e Novanta e uno dei magistrati simbolo della stagione di Mani Pulite. Dal 2005 è consigliere alla Corte di Cassazione. Nel 2015 è stato tra i fondatori di Autonomia&Indipendenza, il gruppo di cui è leader, nato da una scissione di Magistratura Indipendente, la corrente più moderata delle toghe, che fa riferimento al sottosegretario alla Giustizia Cosimo Ferri.

“Sarò il presidente di tutti”, ha detto.

Nuovo segretario è invece Francesco Minisci, sostituito procuratore alla Dda di Roma, già all’antiterrorismo nella Capitale e prima ancora alla Dda di Catanzaro, della corrente di Centro Unicost.

“Non esistono governi amici né governi nemici, esistono governi con i quali non si può fare a meno di dialogare, ferma restando la pretesa del rispetto della nostra dignità”, ha detto Davigo, nel corso della riunione del nuovo direttivo dell’Anm.

Le elezione di Piercamillo Davigo a presidente della Associazione dei magistrati italiani, è stata inquadrata così, nell’attuale momento politico, da Alberto Custodero su Repubblica:

“La tensione tra il premier e i magistrati è salita in occasione dell’indagine della procura di Potenza denominata ‘Tempa Rossa”, che ha portato alle dimissioni della ex ministra Guidi e all’interrogatorio come testimone della ministra Maria Elena Boschi. E sul tema delle intercettazioni, Davigo, subito dopo l’elezione, ha risposto al premier Matteo Renzi che chiede una riforma in materia: “La pubblicazione di intercettazioni non pertinenti è già disciplinata dal reato di diffamazione. Non vedo il problema”, ha detto il neo presidente dell’Anm, che ha sottolineato come “Momenti difficili” tra la politica e la magistratura “ci sono da quando faccio il magistrato”.

“Non si tratta di corporativismo – ha aggiunto Davigo – credo che sia possibile con la nostra unità trovare la fermezza per pretendere il rispetto della nostra dignità e per tutelare la giurisdizione. Inevitabilmente ci sarà una dialettica ma tutto può essere recuperato con pazienza e dialogo”. Citando un giudice inglese, inoltre, Davigo ha rilevato che “è giusto che ci sia tensione tra potere politico e giudiziario”.

Davigo, nel suo intervento al nuovo direttivo dell’Associazione magistrati, ha voluto rispondere alla battuta che Renzi rivolse ai magistrati il 9 settembre del 2014, quando, a Porta a porta, parlando della riforma della Giustizia, disse: “L’Anm protesta? Brrrr, che paura… Hanno protestato per il taglio degli stipendi e ora protestano per il taglio delle ferie”.

“Quel ‘brrr che paura’ non mi è piaciuto per niente. Ma anche altre cose non mi sono piaciute: è possibile che un datore di lavoro decida di ridurre le ferie ai dipendenti senza consultarli e far credere che il disastro in cui versa la Giustizia dipenda dalle ferie dei magistrati? È una bugia, i magistrati italiani sono quelli che lavorano di più in Europa, bisogna dirlo con fermezza, difendere la nostra credibilità. Abbiamo i migliori investigatori del mondo, si è visto nella vicenda Abu Omar, un’altra pagina gloriosa per la magistratura italiana””.