Blitz quotidiano
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Alfano: “Barbarie illegale contro di me e mio padre 80enne e malato”

ROMA – “Barbarie illegale contro di me e contro mio padre che ha 80 anni ed è malato”. Angelino Alfano si difende dopo i nuovi sviluppi dell’inchiesta che ha sfiorato il fratello e ora anche il padre, tirato in ballo da alcune intercettazioni della stessa inchiesta. Mentre le opposizioni chiedono a gran voce le sue dimissioni, ìl ministro dell’Interno si sfoga in una nota: “Oggi la barbarie illegale arriva a farmi scoprire, dalle intercettazioni tra due segretarie, che un uomo di ottant’anni, il cui fisico è da tempo fiaccato da una malattia neurodegenerativa che non lo rende pienamente autosufficiente, avrebbe fatto pressioni presso le Poste per non so quale fantastiliardo di segnalazioni”. E aggiunge che è “indegno” dare credito a “due signore che parlano, anche insultandomi” e “non so chi siano”.

Il riferimento è a un’intercettazione in cui la segretaria di Raffaele Pizza, al centro dell’inchiesta della Procura di Roma su appalti e assunzioni sospette. La segretaria parla di 80 curricula che Alfano padre avrebbe inviato a Poste Italiane.

“Le due signore che parlano, anche insultandomi – rileva Alfano, ministro – non so chi siano, ma quell’uomo lo conosco bene perché è mio padre ed è indegno dare credito e conto a ciò che i magistrati avevano scartato dopo avere studiato. Nel frattempo – aggiunge – il contenuto reale dell’inchiesta giudiziaria passa in secondo ordine in spregio ai tanti uomini dello Stato che a quella inchiesta si sono applicati”.

A dare addosso ad Alfano è soprattutto il Movimento 5 stelle. Ma anche Matteo Salvini che lancia l’hastag #angelinoacasa perché “non è in grado di difendere i nostri confini”. E Sinistra Italiana che chiede la testa del ministro.

“Poste Italiane SpA, sta per Poste Italiane Società per Alfano? – affermano i capigruppo grillini Laura Castelli e Stefano Lucidi – Le intercettazioni telefoniche inchiodano letteralmente il ministro degli Interni del Governo Renzi. Tra il padre che invia 80 curriculum alle Poste e l’assunzione del fratello del ministro nella stessa società, dovrebbe rassegnare oggi stesso le dimissioni”

“Tra l’altro il caso dell’assunzione del fratello di Alfano fu denunciato nel 2013 dal Movimento 5 Stelle il 18 settembre 2013 in una interrogazione a prima firma Andrea Coletti che non ha mai avuto risposta” continuano. E insistono: “Chiediamo le immediate dimissioni del ministro degli Interni”. Ma nessun grillino si sogna di chiedere analoghe spiegazioni a Vincenzo Spadafora, attuale responsabile delle relazioni istituzionali per Di Maio. Spadafora, anche lui non indagato, come non è indagato Alfano, appare nell’inchiesta sulla Cricca, in una telefonata in cui Angelo Balducci gli chiedeva di “collocare” suo fratello da qualche parte. Spadafora, non indagato, lo aiutò a trovare una posizione di stage retribuito.