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Alluvione Genova, Raffaella Paita assolta: “Ora messaggi affettuosi, ma non dimentico chi mi attaccò”

GENOVA – Assolta nel processo per la mancata allerta per l‘alluvione di Genova del 9 ottobre 2014, Raffaella Paita si sfoga: “Sono finiti due anni da incubo. Ho ricevuto tanti messaggi affettuosi, ma non dimentico chi mi attaccò: tutto il centrodestra, e Sergio Cofferati“.

L’ex asre regionale alla Protezione civile della Liguria era accusata di omicidio colposo e disastro colposo per l’esondazione che, nell’ottobre del 2014, causò una vittima e molti danni a cittadini e attività commerciali.

Paita, che oggi è capogruppo Pd in Regione Liguria, era a processo per la mancata diramazione dell’allerta. Al processo, che si è tenuto con rito abbreviato, è stata assolta per non aver commesso il fatto. L’accusa aveva chiesto la condanna a due anni e otto mesi.

 

Intervistata da Matteo Indice del Secolo XIX, Paita si toglie qualche soddisfazione:

“Sono finiti due anni da incubo, nei quali ho sempre ribadito le basi della mia difesa: il 9 ottobre 2014 feci il possibile e non può essere compito di un asre politico diramare l’allerta. Questa storia ha inciso profondamente sul mio percorso e oggi ho ricevuto tanti messaggi affettuosi, ma non dimentico le reazioni degli avversari che mi hanno messo in croce e trasformato in un bersaglio”.

Sotto accusa è soprattutto il centrodestra, oltre al Movimento 5 stelle:

“Mi ha chiamato il governatore Giovanni Toti e lo ringrazio. Io però, senza rancore, non dimentico le vere reazioni dell’epoca, quando dopo la mia iscrizione sul registro degli indagati fui letteralmente assalita. Matteo Salvini, al Teatro della gioventù di Genova, fece vedere le immagini dell’alluvione per strumentalizzarle contro di me, e tutto il centrodestra insisteva sulle responsabilità politiche. Per non parlare del Movimento cinque stelle”.

Diverso il discorso per quanto riguarda il Pd: Paita parla di “un po’ di solitudine nei giorni successivi al disastro”. Ma dopo l’avviso di garanzia “il partito mi è stato vicino”.

C’è però qualcuno che non l’ha chiamata: l’ex candidato alle primarie del centrosinistra alla regionali liguri Sergio Cofferati: “Ma non mi aspettavo niente da lui, dice Paita. Mi aveva dato la colpa ancora prima che mi indagassero…”.

Un altro strale è lanciato nei confronti della magistratura, vista la “singolare coincidenza” tra l’avviso di garanzia e le Regionali:

“Ho ricevuto l’avviso di garanzia dopo le primarie e a un mese e mezzo dal voto per le Regionali. Una singolare coincidenza, anche se le dietrologie non servono. Ho avuto fiducia nella giustizia e ho vinto. È invece storta la politica che usa le inchieste”.


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