Blitz quotidiano
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Anche da “vecchie di 80 anni” i voti a Grillo, le mandava…

Inchiesta della magistratura a Quarto (Napoli) per i voti portati dalla Camorra a Beppe Grillo e Movimento 5 stelle. Una intercettazione sembra confermarlo

ROMA – Il Movimento 5 stelle di Beppe Grillo ha preso voti dalla Camorra? Magari a loro insaputa? Qualcosa di strano è successo nel comune di Quarto (Napoli), Camorra o no, contaminazione su cui sta indagando la Procura della Repubblica di Napoli. Sembra proprio che il Movimento 5 stelle di Beppe Grillo dei voti, proprio di quelli che gli piace rinfacciare agli altri partiti, li abbia presi, se crediamo alla fastidiosa intercettazione riportata da Guido Ruotolo sulla Stampa di mercoledì 6 gennaio 2016.

Che il M5s abbia trovato nel caso di Quarto (Napoli) il suo Vietnam? Certo il caso di Quarto conferma a tutti, e a Beppe Grillo in particolare, che una cosa è mandare tutti affanculo urlando in piazza, un conto è sporcarsi le mani con la gestione della politica: compromessi, favori e anche attenzioni magari non gradite ma che sporcano il santino.

Ecco il testo della intercettazione riprodotta da Guido Ruotolo sotto il titolo

“La camorra: “A votare M5S portiamo anche le ottantenni”. Le intercettazioni: “Hanno vinto, e adesso rispettino gli impegni”

Per fare eleggere sindaco Rosa Capuozzo, del Movimento 5 stelle, si dice nella intercettazione, bisogna

“portare a votare chiunque esso sia, anche le vecchie di ottant’anni. Si devono portare là sopra, e devono mettere la X sul Movimento 5 Stelle”.

L’intercettazione telefonica risale al primo giugno 2015, si colloca tra il primo e secondo turno delle elezioni comunali di Quarto.

Parla l’imprenditore Alfonso Cesarano e dà indicazioni di appoggiare al ballottaggio il candidato a sindaco dei Cinque Stelle, Rosa Capuozzo.

Segue il riferimento a Giovanni De Robbio, consigliere comunale di Quarto accusato di avere preso voti dalla Camorra e espulso dal Movimento 5 stelle per una vicenda intricata con il sindaco, Rosa Capuozzo

“Comincia a chiamarlo. Ha preso 890 voti, è il primo degli eletti. Noi ci siamo messi con chi vince, capito?”.

Commenta Guido Ruotolo:

“Per non essere equivocato, l’imprenditore sospettato di essere colluso con la camorra spiega al suo interlocutore: «L’asre glielo diamo noi praticamente. E lui ci deve dare quello che noi abbiamo detto che ci deve dare. Ha preso accordi con noi. Dopo, così come lo abbiamo fatto salire così lo facciamo cadere»”.

Sulla vicenda indaga il pm John Henry Woodcook. Spiega Guido Ruotolo:

“De Robbio, in cambio di voti avrebbe promesso a Cesarano la gestione del campo sportivo e comunque di agevolarlo negli affari legati alla amministrazione comunale. De Robbio avrebbe poi promesso a Mario Ferro, l’assunzione al cimitero del figlio. Ma c’è un altro nervo scoperto per i grillini: la scelta recente del sindaco di stravolgere la gestione del campo sportivo. La procura di Napoli aveva sequestrato la società sportiva del camorrista Castrese Parigliola (ora al 41 bis) affidando la squadra di calcio a “Sos Impresa”.

“Il sindaco Rosa Capuozzo che fa? Decide di cacciare la società affidando la gestione del campo a “Quartograd”, una associazione locale molto discussa. Non c’è Beppe Grillo e non ci sono i Cinque Stelle a piazza Plebiscito, a presidiare la Prefettura di Napoli per chiedere lo scioglimento del consiglio comunale di Quarto, per inquinamento del voto. Per cacciare un sindaco che la lotta all’abusivismo edilizio fatica a farla, vivendo lei stessa in una casa in parte abusiva.

“Dal 22 dicembre scorso, da quando ufficialmente è esploso il caso Quarto – che sembra azzerare la «orgogliosa diversità» grillina rispetto al sistema dei partiti – c’è un imbarazzante silenzio dei vertici Cinque Stelle. Che forse pensavano di aver risolto il problema con l’espulsione del candidato più votato al consiglio comunale, Giovanni De Robbio”.

C’è poi l’episodio che ha coinvolto direttamente Giovanni De Robbio e la sindaco Rosa Capuozzo. Secondo il pm John Henry Woodcook

“De Robbio e il geometra Giulio Intemerato «minacciavano» il sindaco Rosa Capuozzo. Lei stessa ha ammesso le pressioni del suo collega di partito: «Agli inizi di ottobre, il De Robbio venne da me a casa, mi mostrò una foto aerea di casa mia che aveva sul cellulare. Lo stesso mi disse che c’era un problema urbanistico riguardante la mia abitazione ma che dovevo essere meno aggressiva, non dovevo scalciare, dovevo essere più tranquilla con il territorio».

“Un’altra volta – denuncia il sindaco – De Robbio era entrato nel suo ufficio, con il geometra Intemerato, dicendole che il geometra aveva in cassaforte la fotografia dell’abuso edilizio.

De Robbio avrebbe premuto sul sindaco per ottenere «la gestione del campo sportivo da affidare ai suoi imprenditori; per poter nominare capi settore e asri e per affidare al geometra Intemerato le pratiche del condono»”.

 


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