Hotel all’Argentario per Malinconico. “Lui ringraziò Balducci”
Pubblicato il 10 gennaio 2012 13.27 | Ultimo aggiornamento: 10 gennaio 2012 13.30
ROMA – I conti di lusso del sottosegretario Carlo Malinconico all’hotel Pellicano di Porto Ercole all’Argentario finiscono, completi di intercettazioni, per un altro giorno sui quotidiani. Repubblica mette in prima pagina la vicenda e pubblica la conversazione tra Angelo Balducci, ex braccio destro di Guido Bertolaso alla Protezione civile e coinvolto nell’inchiesta Grandi Eventi sulla cosiddetta “cricca”.
E’ il 30 aprile 2008 e Malinconico chiama Balducci. Lui: “Angelo come stai?”. Balducci: “Insomma…”. Lui: “Senti, ti chiamavo… innanzitutto… a parte il piacere di sentirti…”. Balducci: “È reciproco”. Lui: “… per ringraziarti”. Balducci: “… che scherzi?”. Lui: “… perché poi Lillo (un funzionario di palazzo Chigi, ndr.) oggi mi ha detto che… insomma, ti aveva, e tu avevi dato”. Balducci: “Tutto a posto, ci mancherebbe”. Lui: “Grazie, veramente, benissimo, ottimo il tutto, e quindi ti volevo veramente di cuore ringraziare”. Balducci: “Ti do un abbraccione, ci vediamo al tuo ritorno”.
Il 28 aprile 2008 l’imprenditore Diego Anemone chiede a Piscicelli: “Più tardi ci possiamo vedere? Perché mi chiede questo per quel signor Carlo, con la “m” il cognome, perché l’ha chiesto a lui e quindi lui ci tiene…”. Il riferimento sarebbe a Balducci. Piscicelli: “Ci penso io”. Stesso giorno, Piscicelli chiama Sciò e scoppia il problema della stanza “una proprio improponibile a lui, perché sta sopra la cucina, si sentirà il rumore delle pentole, ma meglio che dirgli di no”. Piscicelli tranquillizza Anemone: “Lavoreremo per cercare di dargli la solita, ma non sarà facile”. Parliamo del weekend tra il primo e il 5 maggio 2008. Anemone: “Perfetto, lo dico al capo”. Si parla di soldi. Piscicelli: “Domani devo passare e devo versargli cash, se tu mi cambi, ti mando un assegno mio, di 5-5,500 euro, più o meno ho fatto il conto questo è”. Piscicelli ne parla pure con la moglie Rossella: “Ueh… ho risolto, ho chiamato Diego, gli ho detto che mi serviva per fare quella cosa del weekend, il contante, ha detto “non c’è nessun problema ti mando io subito, tanto poi ci dobbiamo vedere lunedì perché devi fare il programma per agosto”". Pesano le vacanze di Malinconico.
I carabinieri del Ros scrivono ancora: “Il 30 aprile, alle 21.24, Piscicelli informa Sciò di avergli inviato per fax il programma del soggiorno estivo del professor Malinconico”. Gli dice: “Questa volta mi sono organizzato, un fax al Pellicano, con tutto il programma del professore, così ci organizziamo bene capito?”.
Il Giornale pubblica altri particolari. E’ il primo maggio 2008, Malinconico riceve una chiamata di Piscicelli. Il Ros trascrive così la chiamata. “Alle 13.12 Piscicelli dopo alcuni tentativi andati a vuoto effettuati poco prima, riesce a mettersi in contatto telefonico con il professor Malinconico, il quale riferisce di essere ancora a Roma”.
Malinconico a Piscicelli: “Non ti ho potuto chiamare perché ero alla celebrazione del primo maggio. Adesso mangio qualcosa qui e poi veniamo, con tranquillità, ma non vorrei fare troppo tardi. Tu dove sei?”. Piscicelli risponde che è già all’Argentario e aspettano lui e la sua compagna Grazia.
Il 3 maggio Piscicelli chiama Malinconico, secondo quanto riporta ancora il Giornale, “per scusarsi di non avergli fatto avere la camera migliore, assicurandogli che per agosto sarà accontentato”. Piscicelli dice: “So che non vi hanno sistemato nella camera bella purtroppo..per il futuro invece Roberto (Sciò) ci ha promesso che farà mirabilie”. Malinconico nel pomeriggio verrà di nuovo chiamato da Piscicelli che lo raggiungerà al mare con il gommone, secondo quanto si evince dalle intercettazioni.
Il Fatto quotidiano invece, con un articolo di Marco Lillo, si concentra sulle incongruenze dell’inchiesta sulla “cricca” e i rapporti che Malinconico avrebbe avuto con Anemone e Balducci. “Nella lista Anemone si legge due volte l’indirizzo S. Angela Merici, senza numero civico, nel 2005 e nel 2007. Potrebbe essere solo una coincidenza, ma proprio in quella via c’è una casa comprata dalla società di Malinconico nel 2005 per 88mila euro dal fondo pensioni della Banca di Roma”, scrive il Fatto.
Il quotidiano poi si chiede perché “se Malinconico non era riuscito a pagare i 9800 euro dal 2007, sia tornato nel 2008 nello stesso hotel. Così come non riesce a pagare il weekend di maggio e torna a giugno”. Dopo il 2008, spiega il Fatto, Malinconico non tornò più al Pellicano, visto che “la cricca non offriva più”.

