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Atac, Raggi prolunga agonia e tassa ci cova da 430 mln

Atac, Raggi prolunga agonia e tassa ci cova da 430 mln

Atac, Raggi prolunga agonia e tassa ci cova da 430 mln (foto Ansa)

ROMA – Atac, Raggi prolunga agonia e tassa ci cova da 430 milioni. “fallimento morbido”, con questo grazioso e rispettoso eufemismo gran parte della stampa in soggezione grillina più o meno a sua insaputa ha battezzato il cosiddetto Concordato preventivo scelto dal Comune di Roma governo M5S per l’azienda pubblica Atac, quella dei trasporti, bus e metro soprattutto.

Concordato preventivo vuol dire che un’azienda chiede, tramite un magistrato che vigila, ai suoi creditori di rinunciare o dilazionare. Rinunciare a incassare o rimandare i pagamenti. I creditori dell’azienda, se dicono sì, lo fanno sulla base della promessa-garanzia secondo la quale l’azienda un po’ di debiti comincia a pagarli e poi presenta piano per pagamenti pluriennali. Il piano deve essere credibile e sulla sua applicazione vigila il Tribunale. Così l’azienda non fallisce e i creditori incassano qualcosa.

L’Atac ha un debito cumulato di 1,3 miliardi di euro, perde da sola il 70% di tutto il settore trasporti pubblici italiano. E non ha un euro in cassa. Perché i creditori dovrebbero dire di sì al concordato sui debiti?

Per due soli plausibili motivi: o perché Atac dimostra al magistrato che d’ora in poi farà un po’ di cassa, guadagnerà almeno un po’ invece di aumentare il debito o perché ci sono creditori che pensano di scaricare il mancato incasso su qualcun altro.

La prima circostanza è tutta da verificare, la seconda è invece sicura. Tra i creditori di Atac c’è niente meno che il Comune di Roma, vanta credito per 430 milioni. Se il Campidoglio regnante Raggi rinuncia di fatto a quei 430 milioni il Concordato preventivo per Atac fa un bel passone in avanti. Ma ovviamente si apre un buco da 430 milioni nel bilancio comunale. Che andrà coperto, per amore o per forza. Sotto ci cova dunque una tassa da 430 milioni, sotto il piano Raggi.

Tassa per i romani, solo per loro? Non proprio, proprio non è detto: il piano Raggi ha una sua astuzia molto grillina. I cittadini romani sono ormai da tempo al massimo dell’imposizione locale possibile per legge. Quindi non si può loro aumentare addizionale locale. Però calcola Raggi che fallire il Comune di Roma non può, quindi sarà la fiscalità generale a trovare quel mezzo miliardo per l’Atac. Chissà come sarebbero contenti gli elettori M5S del resto d’Italia oltre Roma se qualcuno spiegasse loro come funziona piano Raggi per Atac.

Tassa ci cova, ma almeno per cosa? Per prolungare agonia e basta, per accanimento terapeutico a spese utenti e contribuenti. Paragonarla ad Atm Milano dà la dimensione di Atac. Atac: 150 milioni di chilometro l’anno percorsi, Atm 170 milioni. Dipendenti Atac circa 11.900, dipendenti Atm circa 9.700. Atac incassa da biglietti 260 mln, Atm 423. Differenza produttività per addetto 38 per cento a vantaggio Atm. In Atac si lavora peggio e si amministra peggio e si offre servizio più scadente e si realizza il bilancio peggiore d’Europa nelle aziende del settore.

Come avvenga, ecco un leggero e parziale riassuntino di mattia Feltri su La Stampa: “Un autista di bus a Roma, oltre che guidare il bus, faceva il traslocatore. Un altro il piastrellista. Un altro lavorava alle pompe funebri. C’è gente che fa turni di tre ore…Ogni giorno uno su dieci rimane a casa, ad agosto la percentuale sale a uno su cinque, i sindacalisti si sono presi 11 mila ore di permesso in più rispetto agli accordi. C’è chi è in permesso sindacale da un anno…fino a pochi anni fa ogni anno venduti biglietti falsi per 70 milioni con la collaborazione dirigenti ed edicolanti. Sono state acquisite porte-vetro a 98 e 128 euro quando l’offerta media delle aziende sconfitte era di 6,5/13,5 euro. Fra il 2013 e il 2015 bucate 6 mila gomme ma sostituite d’urgenza 15 mila…freni a disco pagati 6.700 euro, prezzo di listano 1700, un viaggiatore su tre non paga il biglietto…”.

Ecco, questa è l’azienda che dovrebbe garantire ai creditori che da domani non spreca più, anzi incassa e comincia a pagare piano piano qualche debito. Gli unici creditori e fornitori che possono far finta di crederci sono quelli delle porte vetro, freni a disco e altre mercanzie pagate cinque, dieci volte il loro valore. Pagate?

 

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