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Auto blu ministeri, arrivano i tagli: da 159 a 59

ROMA – Auto blu nei ministeri ridotte “dei due terzi” in un anno: sono passate da 159 a 59. Le cifre arrivano dal ministro della Pubblica amministrazione, Marianna Madia, che ha dato conto del monitoraggio sugli effetti del decreto del governo Renzi che ha fissato a cinque il limite massimo di vetture con autista nelle amministrazioni centrali.

A livello locale, invece, dove per ora, per legge, c’è solo l’obbligo di comunicare i dati sulle macchine a disposizione si fa fatica. Ecco che Madia ha dato un ultimo mese di tempo, dopo di che scatteranno le sanzioni per tutte le amministrazioni inadempienti, con un taglio del 50% della spesa per i trasporti.

Non è però solo una questione di sforbiciate: il ministro ha infatti inviato una lettera a tutti i ministeri per ricordare come l’auto blu a uso non esclusivo (54 su 59) non possano essere utilizzata per lo “spostamento tra abitazione e luogo di lavoro”. Dai paletti sono però escluse alcune vetture, tra cui, specifica il ministro, quelle “blindate per ragioni di sicurezza e protezione personale” (è anche il caso di alcuni esponenti del governo).

Nelle lettera, si richiede, di “comunicare le modalità di riduzione delle auto” per quantificare “i risparmi”, visto che la dismissione può avvenire a titolo oneroso o gratuito (se verso Onlus).

SPENDING REVIEW – Madia ha fornito i nuovi dati e ricostruito le tappe della Spendig Review su uno dei simboli degli sprechi della politica nel corso del suo intervento in commissione Affari Costituzionali alla Camera dove è in discussione una proposta del M5s per imprimere un’ulteriore stretta. Il ministro si è detto “disponibile a recepire proposte da tutti i gruppi parlamentari per rendere più stringente” il percorso, ma ha aggiunto “non sono disposta a mettere in discussione un piano che dura da due anni e che sta producendo risultati”, con quasi tutte le amministrazioni centrali sotto il limite delle cinque vetture.