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Ballottaggi amministrative 2017, al voto 22 capoluoghi di Provincia

Ballottaggi amministrative 2017, al voto 22 capoluoghi di Provincia

Ballottaggi amministrative 2017, al voto 22 capoluoghi di Provincia

ROMA – Ballottaggi delle elezioni amministrative 2017: sono ventidue i capoluoghi di Provincia in palio per una sfida che vede centrodestra e centrosinistra protagonisti. Da Gorizia a Trapani, oggi, domenica 25 giugno, saranno oltre 4 milioni gli italiani chiamati alle urne per dei ballottaggi dall’esito incertissimo, a partire dalla città principali.

Ed è il Centro-Nord a tenere banco con un centrodestra targato Lega-Forza Italia che, da Genova a Lodi, tenta il “colpaccio” ai danni di un centrosinistra fiaccato dalle divisioni. Mentre il M5S punta agli unici due capoluoghi dove è in gara, Asti e Carrara.

Genova, chiaramente, sarà lo snodo principale della partita tra centrodestra e centrosinistra. Nel primo, soprattutto sulle città liguri e lombarde, serpeggia un prudente ottimismo anche per la caratura della posta in palio: togliere al centrosinistra roccaforti storiche come la città della Lanterna o anche La Spezia. Non saranno, però vittorie semplici: storicamente ai ballottaggi il centrodestra non ha mai brillato e c’è da registrare l’incognita affluenza, che si prevede piuttosto bassa un po’ dappertutto.

La sfida tra Gianni Crivello (Cs) e Marco Bucci (Cd) a Genova sarà quindi al fotofinish: decisivi potrebbero essere gli elettori M5S sui quali, sottotraccia, Matteo Salvini conta, anche se Beppe Grillo ribadisce che non ci sono indicazioni di voto.

Altro punto dirimente è quello degli apparentamenti. A Lodi la leghista Sara Casanova ha avuto il placet dell’azzurro Lorenzo Maggi, e punta così a conquistare il Broletto di Carlo Gendarini (Cs). Anche Monza (altra città sulla quale il centrodestra punta tanto) gli apparentamenti aiutano l’azzurro Dario Allevi che punta a rimontare sul sindaco uscente Roberto Scanagatti (CS). Ad Alessandria, invece, la prima esclusa sosterrà la sindaca uscente Maria Rita Rossa (Cs) contro il rivale Gianfranco Cuttica (Cd).

Il centrosinistra, invece, potrebbe sorridere in Emilia e Veneto. A Parma Paolo Scarpa (un Dem atipico, sostenuto da diverse liste civiche) punta a rimontare e scalzare Federico Pizzarotti sebbene su quest’ultimo possano convergere i voti del centrodestra mentre a Padova l’alleanza tra il candidato Pd Sergio Giordani e il civico Arturo Lorenzoni potrebbe essere fatale al sindaco uscente leghista Massimo Bitonci. E anche a Verona il centrodestra (Federico Sboarina) rischia di essere scavalcato da Patrizia Bisinella, compagna del sindaco uscente Flavio Tosi e sostenuta anche dal Pd. Pd che punta ad una vittoria facile a L’Aquila e ad una rimonta sul centrodestra a Taranto, dove il ballottaggio rischia di decidersi all’ultimo voto.

Catanzaro vede in pole il candidato del centrodestra Sergio Abramo mentre a Trapani il centrosinistra corre contro se stesso: il ritiro di Girolamo Fazio lascia infatti il candidato Pietro Savona con un unico obiettivo: avere il 50,1% dei votanti in una tornata elettorale ai limiti del paradosso e dove fa “rumore” l’appello di Grillo al non voto. Un centrosinistra che, da lunedì, potrebbe trovarsi senza Sesto San Giovanni, ex “Stalingrado” di un’Italia che forse non c’è più.

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