Blitz quotidiano
powered by aruba

Berlusconi a Salvini e Meloni: “Senza di me perdete”

ROMA – Silvio Berlusconi si rivolge a Matteo Salvini e Gi Meloni: “Divisi perdiamo”. Dopo la scelta di appoggiare Alfio Marchini nella corsa a sindaco di Roma, grosse critiche erano piovute sul leader di Forza Italia sia dal segretario leghista che dalla “sua” candidata, che l’hanno accusato senza mezzi termini di buttarsi verso il centrosinistra tra le braccia di Renzi. Invece Berlusconi ammonisce: “Non c’è nessun Patto del Nazareno“. E anzi avvisa chi lo sfida: “Senza di noi il centrodestra non vince”. E la risposta della Meloni non si è fatta attendere: “Noi siamo per il centrodestra moderato non inciucisista. Forza Italia vuole andare a rafforzare un governo infame”. Anche Salvini non è stato tenero con Berlusconi: “Berlusconi dice tante cose, io sono tifoso milanista mi ha detto questa estate che avevamo uno squadrone e che avremmo giocato come il Barcellona e chi è tifoso sa come siamo messi. Gli va la gratitudine per tutto quello che ha fatto. Ma il tempo passa per tutti e non puoi dire sempre le stesse cose per 20 anni”.

Ecco cosa ha detto Berlusconi a Radio Anch’io:

“Un nuovo patto del Nazareno? Nulla di più lontano dal vero, noi dobbiamo porre fine al governo di Renzi, un governo illegittimo e abusivo che è contro il voto del popolo. Noi dobbiamo mettere fine all’emergenza democratica quindi una decisione su Roma non cambia questo atteggiamento”.

“In altre città andiamo divisi ma si tratta di amministrative e se restiamo divisi non c’è possibilità di vincere le politiche e rischiamo di consegnare il paese al governo di sinistra. Divisi perdiamo”.

“Non c’è un centrodestra vincente senza di noi, sarebbe solo di testimonianza e per vincere invece dobbiamo ritrovare i voti dei moderati”.

“In Forza Italia non accadrà nulla. Ieri ho riunito il vertice del partito e alla fine si sono convinti dopo aver ascoltato le mie spiegazioni”.

“Io non ho sacrificato Bertolaso ma è stato lui a farsi da parte pur restando a disposizione di un’amministrazione con sindaco Marchini. Io ho anche insistito che nella campagna elettorale. Bertolaso ha notato che il suo sì era stato voluto da tre partiti ma visto che due si erano ritirati e hanno iniziato ad avanzare critiche, ha ritenuto e giudicato di non poter vincere e ha pensato che con un supporto diverso e allargando il centrodestra a Marchini che ha le stesse nostre posizioni moderate e liberali ci fosse possibilità di vincere”.

“Nessuno me ne voglia ma il centrodestra l’ho fondato io e credo che possa durare ancora”.

“Saprei trovare il lato positivo e cioè che ci sarebbe una maggioranza diversa dal passato che vota un partito di destra indispensabile ma su un quadro nazionale non ce la può fare”.

Berlusconi aveva già spiegato le sue scelte in un’intervista a Barbara Jerkov sul Messaggero:

Qual è il senso politico di questa capriola su Roma?
«L’unico senso politico di questa scelta è il buonsenso. Il centro-destra in Italia rappresenta da sempre la maggioranza degli italiani. Lo confermano tutti i sondaggi. Il problema è che il centro-destra, per funzionare, dev’essere fatto di una destra, che legittimamente rappresenta una fascia di elettori, e di un centro, che ne rappresenta un’altra, diversa, popolare, liberale. La destra, sommando Lega e un tempo Alleanza Nazionale, oggi Fratelli d’Italia, rappresenta meno del 20 per cento dell’elettorato. Una parte imprescindibile, ma da sola condannata ad essere ininfluente. Per vincere, la destra deve essere alleata con il centro. E occorre anche richiamare al voto quegli elettori moderati che, rassegnati, hanno deciso di non votare. Forza Italia sta operando in questa direzione. Noi rappresentiamo una cultura diversa e complementare rispetto a quella di Salvini e Meloni. Una cultura che deve tornare ad essere trainante, perché, come in tutta l’Europa, sono i moderati a prevalere sulla sinistra».

È un colpo contro Renzi questa convergenza su Marchini perché potrebbe rendere più difficile l’accesso al ballottaggio per Giachetti?
«E’ una decisione per riportare i moderati a governare Roma. E questo immagino non farà piacere a Renzi. Eppure c’è chi, forse nella confusione delle ultime ore, ci ha accusato proprio del contrario, di voler fare un favore a Renzi, risuscitando addirittura il Patto del Nazareno. Questa è un’accusa che mi ha davvero sorpreso. Intanto il Patto del Nazareno, come lo avevamo inteso noi, non serviva affatto a fare il gioco di Renzi, serviva a rendere insieme un servizio al Paese, cambiandolo e modernizzandolo con riforme condivise: avevamo il dovere di provarci. Ma poi ci siamo resi conto che Renzi aveva tutt’altre intenzioni, voleva soltanto una riforma a suo uso e consumo che di fatto limita la democrazia. Abbiamo rotto nel momento in cui Renzi era più forte, dovremmo metterci d’accordo proprio ora che è in palese difficoltà e tenta in tutti i modi di attrarre i voti moderati? Ripeto: se vogliamo contrastare davvero Renzi dobbiamo convincere coloro che non votano a tornare con noi, usando il linguaggio della ragione e della concretezza».