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Berlusconi accerchiato dai pm: a Napoli e Milano. Pdl “marcia” sul Tribunale

silvio berlusconi

Silvio Berlusconi

ROMA – Silvio Berlusconi accerchiato dai giudici, il Pdl furioso “marcia” sul tribunale di Milano. Con in testa Angelino Alfano che urla: “E’ emergenza democratica, intervenga Napolitano”. A poi minaccia un Aventino stile 2013.

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Berlusconi è “accerchiato” dai giudici di Napoli, che hanno chiesto il giudizio immediato per l’ex premier, nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta compravendita di senatori. Accerchiato dai giudici di Milano, che hanno disposto un’altra visita fiscale dopo che gli avvocati di Berlusconi hanno presentato un’altra richiesta di legittimo impedimento, stavolta per il processo Ruby.

I giudici di Napoli. La Procura di Napoli ha chiesto il giudizio immediato nei confronti di Berlusconi per la vicenda della presunta compravendita di senatori. Analoga richiesta è stata formulata per il senatore Sergio De Gregorio e l’ex direttore dell’Avanti, Valter Lavitola. Il reato ipotizzato è di corruzione. Nei confronti di De Gregorio resta ancora aperta l’indagine relativa a presunti rapporti con la camorra. Gli atti sono stati trasmessi poco fa all’ufficio del giudice per le indagini preliminari che dovrà procedere all’assegnazione del fascicolo. Una notizia arrivata nella tarda mattinata di lunedì, e che fa il paio con l’affare milanese.

I giudici di Milano. Qui continuano le cure, ma soprattutto le visite fiscali per Silvio Berlusconi, ricoverato da venerdì all’ospedale San Raffaele per una uveite. Dopo la richiesta, respinta, per il processo Mediaset, ecco che la difesa di Berlusconi presenta una nuova istanza di legittimo impedimento ai giudici del processo Ruby, in cui l’ex premier è imputato di concussione e prostituzione minorile. E, come da copione, i pm dispongono un’altra visita fiscale.

Il tribunale venerdì ha accolto l’impedimento di Silvio Berlusconi a causa del ricovero per una uveite agli occhi dopo l’arrivo della certificazione secondo cui il quadro clinico del paziente era “peggiorato” ed era necessario “modificare la terapia” antinfiammatoria ricoverandolo “per un monitoraggio”. Dopo che Ghedini e Longo avevano comunicato che il loro assistito voleva “essere presente per valutare l’esigenza e l’opportunità di rendere ulteriori dichiarazioni spontanee”, il collegio ha rinviato il processo a oggi, ritenendo “esaustiva allo stato la documentazione” e, di conseguenza, “legittimo e assoluto l’impedimento”.

Sabato, però, le cose sono cambiate perché la Corte d’appello, nel processo sui diritti tv Mediaset in cui Berlusconi è imputato di frode fiscale, ha mandato al San Raffaele una visita fiscale che ha confermato la diagnosi, ma ha stabilito che l’ex premier può essere presente in aula, pur se i sintomi dolorosi “possono interferire sull’efficacia psicofisica del soggetto”.

I giudici del tribunale di Milano hanno accolto la richiesta di legittimo impedimento per motivi di salute per Silvio Berlusconi e hanno rinviato il processo a mercoledì prossimo.

 

 

 

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