TAG: anm, berlusconi, elezioni regionali, giuseppe cascini, magistrati, pm talebani, processo mills, regionali, regionali piemonte
La guerra tra Silvio Berlusconi e l’Anm (l’Associazione nazionale dei magistrati), da tempo in corso, ha registrato oggi, 27 febbraio, un nuovo aumento della già elevata temperatura. Primo ministro e sindacato dei giudci sono arrivati ad insultarsi pubblicamente, qualcosa di simile al volo degli ortaggi nei comizi di una volta.
Berlusconi, durante l’apertura della campagna elettorale delle Regionali a Torino, ha detto che «per fortuna la grande maggioranza dei giudici non appartengono a questa banda di magistrati talebani, ma che questi magistrati talebani esistano, che siano molto forti e che intervengano con propositi eversivi nella vita democratica questa è una realtà assolutamente incontrovertibile». Ha aggiunto poi che spera che i «magistrati per bene aumentino sempre di più».
Non contento, in serata, a una cena elettorale per il leghista Roberto Cota, ha alzato ancora il tiro. Nonostante il suo avvocato lo abbia “rimproverato” per le frasi sulla magistratura Berlusconi ha sostenuto di aver detto solo “la verita” nel denunciare la presenza di “bande di pm talebani” e ha concluso: “Faremo una riforma della giustizia importante e cercheremo di eliminare questa terribile patologia: qualche volta si dice la corruzione, le organizzazioni criminali… secondo me questa [la magistratura politicizzata] è la patologia più grave della nostra democrazia”.
Tornando a parlare del processo Mills, il premier, probabilmente ringalluzzito dalla sentenza della Corte di Cassazione, della quale sembra non accontentarsi più, ha alzato il tiroe ha detto di volere una «assoluzione piena». Ha ancora sottolineato: «È un’invenzione pura, un assurdo, non c’è stata nessuna dazione da parte di un manager di Fininvest che tra l’altro è morto».
La reazione del sindacato dei magistrati italiani non si è fatta attendere: «È intollerabile questa escalation di insulti e aggressioni nei confronti dei magistrati italiani». L’Anm chiede alle «istituzioni di reagire».
Il segretario dell’Anm, Giuseppe Cascini, non ha dubbi: «Il male dell’Italia sta nella gravissima corruzione della politica e della pubblica amministrazione e non certo in magistrati che facendo in solitidine il loro dovere individuano i responsabili di tali crimini. E l’ossessiva ripetizione del ritornello della magistratura politicizzata, dei pm che agirebbero a fini di lotta politica diventa ogni giorno più falsa e stucchevole proprio di fronte alla quotidiana emersione di gravissimi comportamenti illeciti da parte di pubblici funzionari e uomini politici».
«Bisogna essere ciechi e sordi- dice ancora Cascini- per non accorgersi di quali danni si fanno al Paese nel proseguire in questa linea di delegittimazione del ruolo e della funzione della magistratura in Italia». Il sindacato delle toghe lancia quindi un appello: «invitiamo tutti a rispettare le decisioni dei tribunali e il ruolo della magistratura e chiediamo alle istituzioni di reagire di fronte a queste inaccettabili aggressioni».
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Naturalmente lassù sul Colle non si batte un colpo, nonostante questa deriva istituzionale senza fine. Ah, già, dimenticavo: sono tutti presi dalla mostra del Caravaggio.
Dott. Benedetto, mi perdoni, ma dove sono gli insulti della ANM? In fondo, cieco e sordo sono un complimento rispetto alla realta` dei fatti….
beh anche talebani mi sembra quasi un vezzeggiativo
io di certi magistrat direi”bestie giustizialiste”….
PER SAVERIO E RENATO COMMENTI DA BAR SPORT COL CALICE IN MANO LE BESTIE NON SONO I GIUDICI CHE MIDERIA MORALE E FAZIOSA SIETE DEI POVERETTI
hai ragione le bestie sono organismi complessi
per alcuni giudici è piu appropriato parlare di parameci
Caro Renato,
di quale giustizialismo parli? Nessuno va in galera, perche` il reato e` prescritto, come al solito.
Pero` la prescrizione sancisce una cosa, nero su bianco per sempre: che il reato c’e` stato. Dieci anni fa un avvocato inglese specialista in ragnatele off-shore omise ed altero` fatti deponendo ad un processo per coprire qualcuno. Questo qualcuno poi lo ricompenso` per questo. Qui, come nel Lodo Mondadori, esiste una sentenza passata in giudicato che certifica chi e` il corruttore.
Quando si punisce un reato non si fa del giustizialismo.
Anche se capisco che continuare a farsi i cazzi propri evadendo il fisco possa essere una motivazione per continuare a votare in un certo modo….
[...] In una intervista al quotidiano romano il Tempo, sabato mattina, ha semplicemente di “non avere mai voluto una prova di forza con la magistratura. Se avessimo voluto adottare una politica punitiva, l’avremmo già fatto da tempo, i numeri [...]
Non mi stupiscono gli oltraggi da bettola rivolti a una fondamentale Istituzione democratica del Paese “MAGISTRATI TALEBANI”, che personalmente ritengo un reato gravissimo da perseguire adeguatamente, perché esprimono la cultura autentica, la morale e la realtà sociale, facilmente intuibili, di un parvenu, che spende una delle sue infinite occasioni mediatiche, per indirizzare un messaggio rassicurante non certo cifrato, ma perfettamente trasparente, agli innumerevoli sostenitori che questo linguaggio si attendono, comprendono e accettano per identica vocazione morale e “cultura del diritto”. Mi preoccupano soltanto i devastanti silenzi degli onesti, autentica “debolezza” di un sistema che non esercita il diritto, rinunciando a sapere se chi continua a governare potrebbe essere un potenziale delinquente, poiché tanto blindato e prepotente da continuare nel tempo a prendersi gioco della Costituzione, infischiandosene di coloro che hanno perso la vita combattendo per garantire alle future generazioni uno stato democratico, nella convinzione che dopo la tragica esperienza fascista la legge poteva essere nel tempo uguale per tutti.