Blitz quotidiano
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Berlusconi purga FI in Emilia: il segretario non voleva la Lega, obbedì e ora…

Forza Italia, ha inizio la grande purga staliniana di Berlusconi e, informa Carlo Valentini su Italia Oggi, “cade la prima testa, quella del segretario del partito in Emilia-Romagna, Massimo Palmizio, 62 anni, deputato di Fi, in Parlamento dal 2008. Emerge un lato inedito di Berlusconi, l’ingratitudine. Dopo essersi distinto dai suoi rivali in affari per la lealtà sempre dimostrata con i suoi uomini fedeli, Berlusconi sembra essere vittima del morbo che accomuna gran parte dell’umanità.

Palmizio capro espiatorio è vittima di un paradosso della storia, quello di pagare per la propria disciplina di partito, nel caso di Forza Italia, spiega Carlo Valentini, paga  l’insuccesso del centrodestra a Bologna e nei principali centri della regione anche se lui ha eseguito gli ordini, cui ha anche cercato di obiettare ma invano:
“Nel nuovo capitolo della vita di Fi l’Emilia vuole dare il buon esempio, rottamando i vecchi dirigenti, difendendo la propria autonomia dalla Lega e mettendo paletti nei confronti della Lega, costruendo un vero partito con assemblee e congressi che eleggono gli organi dirigenti.

Fa testo un documento firmato da 14 esponenti ferraresi di Fi, in pratica tutto lo stato maggiore locale (compresi i consiglieri comunali) del partito:

“Un attacco al coordinatore Palmizio ma anche uno scrollone ai vertici romani, Forza Italia deve cambiare in fretta sul territorio ma anche al centro: «Le recenti elezioni amministrative in provincia di Ferrara sono state per Forza Italia una completa e totale débâcle. Si è votato in 7 Comuni e il centro destra ha perso in tutti. A Cento il coordinatore regionale di Fi è riuscito a compiere un capolavoro politico al contrario: nonostante la stragrande maggioranza dei nostri eletti ed iscritti gli indicassero di candidare e sostenere uno storico esponente forzista, il quale ha ottenuto un risultato straordinario vincendo le elezioni, Palmizio ha fatto di testa sua imponendo a Fi di sostenere il candidato prediletto dalla Lega uscito nettamente sconfitto al ballottaggio. Il risultato è che ora Forza Italia avrebbe il sindaco di Cento, ma di fatto non lo può vantare. Riteniamo completamente inadeguato il coordinatore regionale e chiediamo con forza che si avvii nel più breve tempo possibile un azzeramento e un rinnovamento»”.

In realtà, secondo Carlo Valentini, Massimo Palmizio, ha provato fino all’ultimo a difendere i candidati di Fi

“ma non c’è stato nulla da fare, da Roma gli hanno risposto che la spartizione nazionale prevedeva per Bologna e altre città un candidato leghista e dopo lo strappo a Roma non era il caso di provocare altre rotture nell’alleanza. Di qui il suo: obbedisco. Ma com’era prevedibile in una città dalle tradizioni civiche ancora forti come Bologna (e nelle altre in Emilia), e nonostante lo scarso appeal del candidato Pd, l’esponente leghista (Lucia Borgonzoni) non ce l’ha fatta e proprio il buon risultato da lei conquistato (45,3% al ballottaggio) ha fatto insorgere i forzisti: senza l’estremismo verbale di Matteo Salvini, arrivato a Bologna a sostenerla, con contorno di scontri in piazza, forse la roccaforte rossa sarebbe stata conquistata”.

Aria di fronda anche a Parma, dove il prossimo anno ci saranno le elezioni e dove una ventina di dirigenti di primo piano ha redatto un documento inviato a Silvio Berlusconi. Una perorazione urgente poiché proprio a Parma

«Abbiamo sempre chiesto di poter scegliere, in modo democratico, chi ci rappresenta. Lo abbiamo chiesto tante volte. Invano. E la gente si è allontanata da Forza Italia, perché abbiamo assistito a spartizioni di ruoli o ruolini come per esempio la nomina, mai vista da nessuna parte, da parte del coordinatore della sua assistente parlamentare a vice coordinatrice regionale. Confidiamo che il presidente Berlusconi possa fare la scelta migliore per il futuro del nostro movimento».

In Romagna siamo alla secessione. Il capogruppo Fi in consiglio comunale  a Ravenna Alberto Ancarani con un gruppo di dirigenti (tra i quali il coordinatore provinciale)

“ha ufficialmente scomunicato Palmizio e organizzerà una marcia su Roma, o meglio su Palazzo Grazioli: «Il coordinamento regionale di Fi è inadeguato e deve al più presto essere rinnovato in quanto non sussiste più alcuna fiducia fra la persona del coordinatore e la maggioranza dei militanti della regione. Da questo momento la stragrande maggioranza dei dirigenti, degli eletti e dei militanti della provincia di Ravenna dichiara di non riconoscere più l’autorità del coordinatore regionale né della sua vice-coordinatrice assistente parlamentare. Significa che qualunque nomina, provvedimento o attività che verrà promossa o intrapresa da tale duo sarà considerata come carta straccia»».

In provincia di Piacenza due sindaci, Giovanni Malchiodi (Comune di Ferriere) e Federico Beccia (Ottone) insieme a vicesindaci, asri e consiglieri comunali della provincia, non hanno dubbi: “Le esperienze degli ultimi mesi, locali e nazionali, ci portano a pensare che sia il momento di una ristrutturazione all’interno di Forza Italia della classe dirigente”.

Maria Lucia Girometta, capogruppo di Fi al consiglio comunale di Piacenza, conferma:

“Penso che gli amministratori che oggi esprimono il loro disappunto siano arrivati al limite. Coloro che si sono esposti sono amministratori locali che conoscono il territorio, sono risorse. Ma, purtroppo, la linea del coordinamento attuale è sempre stata chiara: o rispondi agli ordini o sei fuori, a costo di perdere consensi, a costo di tutto. È giunto il momento di cambiare registro”.

Antonio Agogliati, ex senatore piacentino, annuncia che, “quando Berlusconi recupererà le forze” gli chiederanno un congresso: “Fi ha bisogno di presentarsi alla gente in modo rinnovato e democraticamente eletto. Ci deve essere una libera scelta dei cittadini. A Piacenza faremo a breve un congresso, o ce lo fanno fare o ci autoconvochiamo autonomamente”.