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Berlusconi scarica anche Parisi: “Non è lui il leader se litiga con Salvini”

ROMA – Berlusconi scarica anche Parisi: “Non è lui il il leader se litiga con Salvini”. “Se Parisi litiga con Salvini non può avere ruolo nel centrodestra. Lo dice Berlusconi. Bruciato pure questo”. Il post del navigato senatore Francesco Storace ha il dono della sintesi: le parole di Berlusconi, che ripetutamente aveva chiesto invano un reciproco abbassamento dei toni fra le due anime della destra, davvero sembrano una pietra tombale sulle aspirazioni di Stefano Parisi, il manager scelto proprio dall’ex premier, a federatore del centrodestra.

Cosa ha detto Berlusconi? “Non sono rotture definitive, ma Parisi sta cercando di avere un ruolo all’interno del centrodestra ma avendo questo contrasto con Salvini non credo possa averlo”, ha dichiarato laconicamente. La certificazione di un fallimento.

Così a venti giorni dal voto sulle riforme, il centrodestra rischia di implodere ed arrivare all’appuntamento elettorale in ordine sparso. La tensione tra il leader della Lega Nord Matteo Salvini e Stefano Parisi pronto a contendergli la guida della coalizione no. Il leader di Forza Italia non ha certo nascosto la sua irritazione nel vedere che da giorni a tenere banco è il continuo botta e risposta tra cosiddetti alleati: così non si va da nessuna parte – è il ragionamento del Cavaliere – e poi gli elettori sono stanchi delle polemiche.

Ed è proprio per tentare di far abbassare a tutti i toni che il leader di FI ha chiamato ad Arcore Giovanni Toti. Il governatore della Liguria è giunto a tarda sera nella residenza milanese del Cavaliere dopo che sabato insieme a Gi Meloni è stato tra i protagonisti della kermesse di Salvini. Il presidente della Liguria ha da sempre un canale privilegiato con la Lega Nord e con il resto degli alleati e rappresenta dentro Forza Italia uno dei maggiori sponsor dell’asse del Nord.

Non solo, con i colonnelli azzurri è stato tra i più critici con Stefano Parisi. Il faccia a faccia ad Arcore servirà all’ex premier per ribadire che in questa fase il centrodestra deve restare unito. La Lega resta un alleato – è l’opinione del leader di Fi – ma i toni di Salvini non sono i nostri e non è quello che vuole il nostro elettorato. Nessuna incoronazione di Parisi, ma Berlusconi ribadirà ancora una volta che l’ex manager ha come obiettivo quello di allargare il perimetro del centrodestra attirando tutti gli elettori delusi dalla politica.

E per evitare che Fi resti schiacciata, il Cavaliere inizia oggi la sua campagna elettorale per il no. In mattinata sarà a Radio anch’io poi non è escluso che venga nella Capitale per registrare altri messaggi tv mentre la prossima settimana sarà ospite di Porta a Porta. La strategia dell’ex premier è chiara: prima pensiamo a vincere il referendum e poi in base alle legge elettorale decidiamo il da farsi.

Una sorta di tregua che Salvini non sembra intenzionato a rispettare. Sfruttando appieno l’onda della vittoria di Trump, il leader della Lega continua a picchiare contro il resto del centrodestra chiamando in causa Parisi e bollandolo come “uno pseudo alter ego del centrodestra che rifiuta il confronto”. Il diretto interessato evita la replica diretta, ma da Londra per alcuni incontri con economisti della City rilancia non solo il suo progetto alternativo a Renzi ma si dice convinto che “con la leadership di Salvini non si vince”.