Blitz quotidiano
powered by aruba

Bonus Bebè Lombardia, esclusi i figli adottati. Proteste

MILANO – Bonus bebè per le famiglie numerose in Lombardia. Ma solo per i figli “biologici”. No, non è una posizione che ha nulla a che vedere con il dibattito infuocato sulle Unioni civili di queste settimane. Semplicemente il bonus della Regione governata da Roberto Maroni non vale per i bambini adottati. Una circostanza che amareggia e non poco le circa 400 famiglie adottive escluse dal provvedimento.

Non è tanto una questione economica anche se il bonus è abbastanza sostanzioso (assegno da 800 euro per il secondo figlio, da 1000 per il terzo) ma di principi. Le famiglie che hanno adottato figli si sentono discriminate. A raccontare il tutto, su Repubblica, è Alessandra Corica

“Sono la madre dei miei tre figli al 100 per cento”. Susanna Borsari ha 43 anni. Da 17 è sposata con Maurizio e da 13 è mamma di una bambina che ha tenuto tra le braccia per la prima volta quando aveva venti giorni. A lei, nel 2007, si è aggiunto un fratellino arrivato dall’Asia che oggi ha dieci anni e, a settembre, un altro bimbo di cinque anni originario dell’Africa. Una famiglia di cinque persone, con spese non da poco; una delle circa 400 famiglie adottive in Lombardia – secondo l’ultimo rapporto (su dati 2013) del Cai, la Commissione adozione internazionali – che per completare l’iter, dice una ricerca del Cergas Bocconi, spendono fino a 20mila euro. Famiglie escluse dal Bonus bebè della Regione Lombardia.

In cosa consiste il bonus bebè. Si tratta di un assegno che viene erogato alle famiglie (vale anche per le mamme single) con un reddito Isee sotto i 30mila euro, e che hanno appena avuto il secondo o il terzo figlio. Il bonus ha come potenziali destinatari circa 26mila secondogeniti, e 10mila terzi figli nati tra l’autunno e lo scorso 31 dicembre. Valore, tre milioni di euro. Il termine per presentare le domande scade a fine febbraio.