Blitz quotidiano
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Botticelle Roma abolite: tutti d’accordo i candidati sindaci

ROMA – Botticelle Roma abolite: tutti d’accordo i candidati sindaci. Sì all’abolizione delle botticelle con riconversione delle licenze e tutela dei cavalli: è uno degli impegni che i principali candidati alla poltrona di sindaco di Roma hanno accolto all’unisono tra quelli proposti da Animalisti Italiani, Avccp, Enpa, Lav e Oipa.

Le associazioni animaliste hanno consultato i candidati Stefano Fassina, Roberto Giachetti, Alfio Marchini, Gi Meloni e Virginia Raggi su un programma che prevede impegni precisi per la tutela degli animali, tra i quali anche lo stop alla costruzione dell’acquario al laghetto dell’Eur, la dismissione del Bioparco, il potenziamento del volontariato e dei canili pubblici.

 

Evviva, dunque, tutti animalisti convinti, todos caballeros. Finalmente un programma preciso, condiviso e inappuntabile, laddove su ogni cosa, a parole, i candidati si mostrano divisi su tutto pur di sottolineare la personale differenza ma che, al dunque, quando si parla di soldi e risorse che non ci sono, sono destinati a essere teleguidati nell’esercizio di un potere che detengono solo sulla carta delle buone intenzioni. Son votati al martirio i sindaci delle grandi città, dice non senza ragioni Massimo Cacciari.

Ora, che i cavalli vadano trattati come si deve dovrebbe valere come principio generale: ci sono le leggi, perché non applicarle? Se trovano il mio gatto arrampicato sul cornicione mentre, che so, sono andato a prendere la nonna alla stazione, rischio di trovarmi i vigili sotto casa e una denuncia per maltrattamenti. Non vale la stessa regola per i cavallari? 41 vetturini sono sotto indagine proprio per maltrattamenti, a loro va vietata la licenza. E i risciò trainati da uomini in carne e ossa li tratteremo come una una resuscitata forma di schiavismo o un non troppo originale espediente per metter su qualche euro?

Facile far bella figura con i poveri animali: qualcuno ha domandato delucidazioni sulla posizione dei canditati rispetto alla mobilità impossibile degli umani, sui taxi, su Uber, sugli autobus? Tutto tace, le corporazioni fanno paura, una parola sbagliata e altro che ballottaggio. Servono coraggio e idee non necessariamente condivise. L’unanimità, anche sui poveri cavalli, è sempre sospetta.