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Canzio: Reato immigrazione clandestina è inutile e dannoso

ROMA – Canzio: Reato immigrazione clandestina è inutile e dannoso. Il reato di immigrazione clandestina è “inutile e dannoso”. Parola del Primo presidente della Cassazione Giovanni Canzio nella sua relazione per l’inaugurazione dell’anno giudiziario 2016. Secondo il presidente, infatti, per  perseguire il reato di immigrazione clandestina, “la risposta sul terreno del procedimento penale si è rivelata inutile, inefficace e per alcuni profili dannosa, mentre la sostituzione del reato con un illecito e con sanzioni di tipo amministrativo, fino al più rigoroso provvedimento di espulsione, darebbe risultati concreti”.

Secondo Canzio, invece, la lotta a “ogni forma di criminalità organizzata o terroristica, anche quella internazionale di matrice jihadista”, deve essere condotta “nel rispetto delle regole stabilite dalla Costituzione e dalle leggi dello Stato”. “Diversamente tradiremmo la memoria” dei magistrati “caduti in difesa dei più alti valori democratici”, come Emilio Alessandrini, ” e non faremmo onore al giuramento di fedeltà che abbiamo prestato”.

E’ rivolto al giudice Alessandrini, “titolare delle indagini sulla strage di Piazza Fontana e sul terrorismo di destra e di sinistra, colpito a morte da un gruppo di fuoco di Prima linea”, il primo ‘tributo’ di Canzio alla memoria dei magistrati uccisi per il loro lavoro. Oltre al “sacrificio” di Alessandrini, il Primo presidente ricorda quello di Guido Galli, Mario Amato, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino insieme ai “tanti magistrati vittime del terrorismo e della mafia”. Non sono stati degli “eroi (come mai avrebbero voluto definirsi), ma un modello di riferimento al quale ogni magistrato dovrebbe ispirarsi per il messaggio di speranza, fiducia, forza della ragione e della democrazia contro la violenza e le farneticazioni di coloro nei quali si annida il ‘cuore di tenebra’, traendo dal loro fulgido esempio un monito per la legittimazione, la credibilità, l’autorevolezza della giurisdizione”.

La prescrizione, così come è stata modificata, “irragionevolmente continua a proiettare la sua efficacia pure nel corso del processo, dopo l’avvenuto esercizio dell’azione penale o addirittura dopo che è stata pronunciata la sentenza di condanna di primo grado, mentre sarebbe logico, almeno in questo caso, che il Legislatore ne prevedesse il depotenziamento” sottolinea quindi il Primo presidente Giovanni Canzio. Sul tema e sul reato di immigrazione clandestina è “in atto una riflessione del Parlamento e del Governo”.