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Caporalato, Senato approva ddl. Zanda: “Legge di civiltà”

ROMA – In piena stagione di raccolta ortofrutticola e alla vigilia della vendemmia. E soprattutto nel primo anniversario della morte in Puglia della bracciante Paola Clemente e di altri lavoratori stroncati nei campi, il Senato approva il disegno di legge contro il caporalato, con 190 sì, 32 astenuti, nessun voto contrario.

“Una misura di civiltà”, ha sottolineato il presidente del Senato Pietro Grasso. Gli fa eco il presidente dei senatori Pd, Luigi Zanda: “E’ una legge che punisce comportamenti odiosi, definisce in modo chiaro cosa significa sfruttamento, introduce sanzioni precise, incoraggia a denunciare le illegalità e migliora le condizioni di sicurezza e di salute dei lavoratori”.

Zanda aggiunge un augurio: “Sono certo che l’iter di approvazione alla Camera dei deputati sarà veloce perché si tratta di una legge che, assieme ad altre importanti leggi sui diritti approvate in questa legislatura, rafforzerà la nostra democrazia”.

“L’ampia convergenza delle forze politiche” è stata evidenziata dal ministro della Giustizia Andrea Orlando. “E’ un provvedimento importante che introduce elementi di civiltà – ha osservato il Guardasigilli – nel nostro paese. Non solo colpisce in modo più preciso chi sfrutta il lavoro, ma soprattutto sprona le filiere agricole su questo tema evitando che l’ignoranza dell’esistenza del fenomeno risulti una scusa per chi collabora con chi sfrutta il lavoro. E’ importante che la disciplina sanzionatoria imbocchi la strada della pena pecuniaria – ha sottolineato ancora – cosicché si vadano a toccare gli indebiti profitti del caporalato”.

Il provvedimento, la cosiddetta legge “Martina-Orlando”, i due ministri proponenti, passa ora all’esame di Montecitorio per l’approvazione definitiva. Ma già oggi si celebra “una giornata importante per la lotta ad un fenomeno vergognoso. Hanno vinto i lavoratori, il sindacato e le vittime del lavoro nero” hanno commentato i sindacati Flai Cgil, Fai Cisl, e Uila-Uil.

“È una legge cruciale – ha affermato il Ministro Maurizio Martina – per sradicare una piaga inaccettabile come il caporalato. Con l’approvazione di oggi in Senato del disegno di legge avanziamo in questa battaglia che non è solo di civiltà, ma di giustizia. La nuova legge rafforza gli strumenti di contrasto civili e penali, colpendo i patrimoni con la confisca e rendendo più forte la Rete del lavoro agricolo di qualità. È una battaglia che riguarda tutti, a partire dal mondo agricolo che si mette alla guida del cambiamento”.

Una legge voluta da tutta l’agricoltura, ha sottolineato il vice ministro alle Politiche agricole Andrea Andrea Olivero, in una giornata aperta sul tema dalla presidente della Camera Laura Boldrini che, incontrando dei braccianti pugliesi, ha detto che “la mafia non uccide solo quando spara ma può uccidere in tanti modi diversi, uccide nelle campagne e nella Terra dei Fuochi. Un Paese democratico non può guardare inerme”.

Tra le novità salienti del provvedimento, si stabiliscono nuovi strumenti penali come la confisca dei beni. Come avviene con le organizzazioni criminali mafiose, l’arresto in flagranza, l’estensione della responsabilità degli enti. In Senato è stato anche introdotto l’allargamento del reato attraverso l’eliminazione della violenza come elemento necessario, poiché rendeva più complessa l’applicazione effettiva della norma.

La nuova legge prevede poi la responsabilità del datore di lavoro, il controllo giudiziario sull’azienda che consentirà di non interrompere l’attività agricola e la semplificazione degli indici di sfruttamento. E per la prima volta gli indennizzi, grazie all’estensione delle finalità del Fondo anti-tratta anche alle vittime del delitto di caporalato.


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