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Carabinieri, Esercito e Difesa: vertici confermati. Anche Del Sette…

Carabinieri, Esercito e Difesa: vertici confermati. Anche Del Sette...

Carabinieri, Esercito e Difesa: vertici confermati. Anche Del Sette…

ROMA – Vertici dell’Arma, della Difesa e dell’Esercito confermati. Il Consiglio del ministri su proposta della titolare della Difesa, Roberta Pinotti, ha prorogato l’incarico per il comandante Generale dei Carabinieri Tullio Del Sette, il capo di Stato Maggiore della Difesa, Claudio Graziano e dell’Esercito, Danilo Errico. Una scelta annunciata, compresa la riconferma di Del Sette nonostante il suo nome sia finito tra gli indagati dell’inchiesta Consip, la stessa che ha coinvolto anche il neo-ministro dello Sport, Luca Lotti.

La conferma sarebbe dovuta arrivare già nel Cdm del 23 dicembre se proprio il giorno prima non si fosse saputo delle indagini in atto. “La decisione su di lui ha registrato un ampio consenso, anzi una coralissima unanimità”, assicura una fonte governativa. Forza Italia applaude. M5S, invece, alza la voce e si chiede “com’è possibile che a un soggetto in pensione, non più in possesso dei requisiti previsti dalle legge e per di più indagato venga prorogata la nomina?” e ne chiede immediatamente la revoca.

Umbro, nato nel 1951, Del Sette dal 2004 per 7 anni è capo del legislativo del ministero della Difesa. Nel 2012 va a comandare le unità mobili e specializzate “Palidoro”. Nel 2013 assume l’incarico di vice comandante generale dell’Arma. Nel 2014 ricopre l’ufficio di Capo di gabinetto del ministro della Difesa Pinotti e a dicembre arriva la nomina a comandante generale dei carabinieri, prorogata oggi dal Cdm. La notizia del suo coinvolgimento nell’inchiesta Consip, condotta dai pm di Napoli, Henry John Woodcock, Celeste Carrano e Enrica Parascandolo, su una presunta corruzione che ruota attorno all’appalto per i servizi di facility management, arriva il 22 dicembre, riportata dal Fatto Quotidiano e rilanciata da Repubblica.

Che quell’inchiesta fosse in atto, Del Sette – secondo l’accusa – lo avrebbe riferito ai vertici Consip, la centrale acquisti della pubblica amministrazione. A tirare in ballo il suo nome è l’ad Luigi Marroni. Del Sette è indagato per favoreggiamento e rivelazione del segreto d’ufficio (accusa mossa anche a Lotti): la sua posizione è stata stralciata e trasmessa a Roma per competenza territoriale. Il 23 dicembre è lui stesso a recarsi in procura spontaneamente per chiarire che ritiene le notizie del tutto “infondate” e “gravemente lesive della sua dignità”.

Oggi la sua riconferma da parte del governo al vertice dell’Arma è un atto di piena fiducia che in una certa misura lo blinda e punta a far sì che il suo profilo di uomo delle istituzioni non venga scalfito dalla vicenda giudiziaria. Restano al loro posto anche Graziano ed Errico.

Entrambi torinesi, classe 1953, Graziano ha comandato la Brigata Multinazionale Kabul in Afghanistan e ricoperto l’incarico di Force Commander missione Unifil in Libano. Nel 2011 è stato nominato Capo di Stato Maggiore dell’Esercito e nel dicembre 2014 Capo di Stato maggiore della Difesa, incarico che oggi il Cdm ha rinnovato.

Errico ha partecipato a varie missioni internazionali: in Albania nel 1997; in Afghanistan nel 2006 al comando della Regione Ovest di Isaf. Il 20 febbraio 2015 era stato nominato Capo di Stato Maggiore dell’Esercito e oggi è stato riconfermato.

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