Blitz quotidiano
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Carlo Taormina si iscrive al M5S: “Darò un contributo…”

ROMA – Dopo essere stato parlamentare di Forza Italia e uno degli uomini simbolo di Berlusconi e della sua era, :

“Dopo aver sempre votato e sostenuto M5S,ieri ho formalizzato la mia iscrizione al movimento per dare un contributo all’unica forza politica legittimata ad abbattere questo regime renzusconiano. Potrò fare poco ma quel poco lo farò tutto.”

Taormina usa Facebook per esprimere punti di vista sulla politica e l’attualità, rimanendo fedele ai principi di destra. Nota la sua avversione nei confronti degli omosessuali: recentemente ad esempio è stato condannato a versare un risarcimento a un’associazione di diritti LGBT per alcune affermazioni fatte in radio. Il Corriere della Sera, nel gennaio 2015, scriveva:

“Nell’ottobre del 2013, durante la trasmissione «La Zanzara» di Radio 24, alla domanda del conduttore Giuseppe Cruciani se avrebbe mai assunto un omo nel suo studio, l’avvocato Taormina aveva risposto «sicuramente no», precisando anche che «nel mio studio faccio una cernita adeguata in modo che questo non accada». Anche nel caso si fosse presentato nel suo studio un laureato a Yale, per Taormina non avrebbe potuto lavorare nel suo studio: «Perche’ lo devo prendere, faccia l’avvocato se e’ cosi’ bravo e cosi’, diciamo, cosi’ capace di fare l’avvocato si apra un bello studio per conto suo e si fa la professione dove meglio crede», ha detto durante la trasmissione. L’associazione «Avvocatura per i diritti Lgbti», rappresentata dagli avvocati Caterina Caput e Alberto Guariso, aveva denunciato per discriminazione Taormina e in primo grado aveva vinto. Ora la conferma della condanna in appello”.

La Corte d’Appello nella sentenza scrive che l’avvocato Taormina

“«ha manifestato, pubblicamente, una politica di assunzione discriminatoria» e «si tratta quindi di espressioni idonee a dissuadere gli appartenenti a detta categoria di soggetti dal presentare le proprie candidature allo studio professionale dell’appellante e quindi certamente ad ostacolarne l’accesso al lavoro ovvero a renderlo maggiormente difficoltoso». Il fatto poi che Taormina sia famoso e’ un’aggravante: «Questo non può che attribuire maggiore risonanza alle sue dichiarazioni, e quindi, parallelamente, maggiore dissuasività»”.

La difesa di Taormina puntava alla libertà di espressione, ma non è stata accolta dai giudici:

“«è pure vero che l’art.21 della Costituzione garantisce la libertà di manifestare il proprio pensiero con qualsiasi mezzo di diffusione, ma è altrettanto vero che questa libertà incontra i limiti degli altri principi e diritti che godono di garanzia e tutela costituzionale. E’ fin troppo noto che il concetto di limite è insito al concetto di diritto, nel senso che per coesistere nell’ordinanza convivenza civile, le varie sfere e situazioni giuridiche devono essere limitate reciprocamente. E’ quindi evidente che la libertà di manifestazione del pensiero non può spingersi sino a violare altri principi costituzionalmente tutelati»”.