Casta a Statuto Speciale: dalla Sicilia al Friuli, vitalizi e privilegi
Pubblicato il 2 febbraio 2012 13.48 | Ultimo aggiornamento: 2 febbraio 2012 13.48
TAG: augusto rollandin, friuli venezia giulia, Lorenzo Dellai, luis durnwalder, raffaele lombardo, sicilia, trentino alto adige, ugo cappellacci, valle d'aosta
ROMA – Un tour organizzato nelle fortunate regioni a Statuto Speciale è istruttivo perché rivela l’avanguardia, il non plus ultra della deriva di “casta”, il privilegio e lo spreco quali medaglie distintive di amministrazioni “diverse” costituzionalmente. Accompagnati dal Fatto Quotidiano, tour operator della gita, partiamo dal nord Italia della Valle d’Aosta sotto il regno di Augusto Rollandin, passando per le valli e i monti del Trentino Alto Adige con i sui 333 sindaci e il Friuli Venezia Giulia che di tagli non ne vuol sapere, prima di atterrare nella Sardegna che sponsorizza il Cagliari calcio e Mascalzone Latino e giungere infine nella Sicilia di Lombardo dove ogni siciliano spende cinque volte più di un lombardo vero per finanziare l’Assemblea più ricca del mondo.
E’ un fatto che, se la media della spesa per abitante per le Regioni è di 4.115 euro pro capite, ci sono record come quello della Valle d’Aosta (11.758 euro la spesa finale per abitante), le province autonome di Trento (9.082 euro) e Bolzano (7.486). Non è questione di Nord-Sud o di amministrazione rosse, bianche, verdi o blu. Perché in coda fra le Regioni che hanno un minore costo pro capite c’è il Veneto, settentrionale e leghista (3.067 euro la spesa finale regionalizzata per abitante), la rossa Emilia Romagna (3.158) e le Marche “rosa” (3.253).
Valle d’Aosta. L’attuale presidente Augusto Rollandin è soprannominato “l’Empereur”, qui regna incontrastata l’Union Valdotaine. Il Consiglio regionale conta 35 membri, 74 consigli comunali, 8 comunità montane, , 10 aziende pubbliche di promozione turistica, un consorzio Bim (bacini imbriferi, raccolta di acque piovane), una Compagnia valdostana acque, un Consorzio permanente degli Enti Locali, con un braccio operativo che riunisce i 74 sindaci, va da sé quasi tutti dell’Union Valdotaine, più un numero considerevole di partecipate. 1300 dipendenti, al netto di portaborse e collaboratori, su 128 mila abitanti. Un consigliere regionale si porta a casa 10 mila euro al mese. Privilegio esteso anche ai non eletti: l’assessore “tecnico” prende il 75% dell’indennità da consigliere, lo stipendio di assessore. due terzi della diaria, rimborso viaggi, per un totale di quasi 12 mila euro al mese. L’eccezione linguistica? Il francese lo parla lo 0,9% della popolazione.
Trentino Alto Adige. Qui ci sono i presidenti di Provincia più pagati d’Italia. A Trento Dellai guadagna 21 mila euro al mese, meno comunque dell’omologo Durnwalder a Bolzano, in testa con 25.620 euro. I due organi provinciali (35 membri a testa) compongono anche l’Assemblea regionale, la presidenza è a staffetta. Durnwalder prende più di Obama, ma non se ne cura: “Avessi io i cuochi, i sarti, due aerei privati e 4 miliardi per la campagna elettorale…” Alla Provincia di Trento hanno inventato il sistema delle “porte girevoli”: “Ai 7 consiglieri che diventano assessori subentrano i primi non eletti creando così una spesa aggiuntiva di circa 1,5 milioni l’anno” spiega un deputato dell’Idv. Stranezze: per i 70 anni di Durnwalder alcuni comuni hanno deciso di donare 10 centesimi per ogni abitante, un contributo per le popolazioni affamate dell’Africa. La Corte dei Conti sta cercando di stabilire se i soldi raccolti provengano dai consiglieri e dagli assessori o siano stati attinti direttamente dalle casse comunali.
Friuli Venezia Giulia. Qui le retribuzioni dei consiglieri regionali sono agganciate a quelle dei parlamentari nazionali. Valgono il 70%. Ma i tagli a stipendi e vitalizi decisi a livello nazionale qui non incideranno. E’ stato infatti votato un emendamento che ha blindato le indennità dei consiglieri. Che sono state fissate a quanto percepivano a gennaio dell’anno scorso. Passi per lo stipendio, ma così i corposi vitalizi rimangono intyatti.
Sardegna. Ha abolito i vitalizi, ha ridotto il numero dei consiglieri, ma dalla prossima legislatura. In regione le spese per l’informatizzazione costano centinaia di milioni di euro. Il logo della Regione campeggia sulle maglie del Cagliari, un milione di sponsorizzazione che esce dal capitolo spesa della pubblicità istituzionale: 40 i milioni spesi. Anche Mascalzone Latino beneficiò della mano di Cappellacci: 1 milione e 200 mila euro che non hanno portato fortuna. Comunque un consigliere si porta a casa quasi 8 mila euro netti al mese: Cappellacci ha dato un segnale, rinunciando ai 2 mila e 300 euro dell’indennità concessa al presidente.
Sicilia. Basti un dato. L’Assemblea regionale siciliana ha stanziato 20,5 milioni di euro per i “deputati” (non si fanno chiamare consiglieri), tre volte tanto la Lombardia. Nonostante abbia un numero più alto di dipendenti (296 contro 248) la Lombardia spende la metà dei 40 milioni di euro dell’Ars. Il personale siciliano è equiparato a quello del Senato. Il presidente Lombardo prende 15 mila euro al mese. Non è un problema, anzi: “SE dobbiamo rapportare il mio stipendio al lavoro che faccio, minimo dovrebbero triplicarlo”.


Non facciamo di tutte le regioni e province autonome un fascio… In Alto adige, che non è il Trentino, perché il Trentino-Alto Adige è una regione ormai praticamente defunta e sostituita dalle due Province Autonome, non è in testa a molte classifiche solo per il benessere, ma: per la bassa delinquenza, per una più che accettabile correttezza fiscale, perché tutti pagano canone TV, bollo, assicurazione RC, per il numero di volontari attivi in ogni campo, per il fatto che è la prov. con più boschi e meno incendi, per il numero dei libri letti, per l’amore per l’ambiente, per donazioni di sangue, midollo ecc., per la pulizia e l’igiene, per l’educazione stradale, per il numero di chi fa sport, per i risultati olimpici in proporzione alla popolazione, per il coraggio nel mettere al mondo qualche figlio, per il rispetto delle leggi, per l’assenza del crimine organizzato… e potrei continuare. Non siamo perfetti: per esempio spesso gli altoatesini-sudtirolesi sono troppo chiusi, ci sono molti suicidi (come in tutti i paesi prosperi, stranamente), si beve troppo e i laureati non sono moltissimi, perché molti frequentano corsi professionali, i politici sono troppo pagati (ma in compenso rubano un po’meno che altrove), ecc. Quindi abbiamo molte cose che funzionano meglio che in altre zone e un’amministrazione ricca, ma forse almeno un po’ ce lo meritiamo. Alcune cose che nessuno o quasi sa: 1 – molte spese che altrove sono a carico dello Stato in AA sono a carico della Provincia (ad es. le strade statali – ecco perché sono così ben tenute), e questo spiega certe cifre; 2 – lo Stato non dà proprio nulla, ma il benessere deriva dal fatto il 90% delle tasse locali resta per legge in loco e viene usato bene, facendo arrivare le risorse in gran parte sul territorio e non nelle tasche dei mafiosi, anche se ovviamente qualche pecora nera c’è; 3 – molti dei soldi a disposizione arrivano dall’Europa, perché BZ sa come richiederli e come averli, mentre nel resto d’Italia contributi multimilionari già stanziati vengon lasciati decadere per incapacità di documentare le spese; 4 – molte spese sono spiegabili per esempio in base a necessità particolari, come quella di avere scuole dedicate ai tre gruppi etnici, con i costi connessi, personale bilingue o trilingue ecc. E infine alcuni dei cosiddetti “privilegi” vengono previsti da leggi, accordi internazionali e dalla Costituzione. Finché esistono queste tutele, vanno rispettate. Se sono regalini immeritati e usati male, bisogna cambiarle, le leggi, e magari invece di attaccare una parte d’Italia che sta bene e amministra bene, invece di chiedere di livellare tutte le regioni in basso, perché non lavorare per ottenere gli stessi risultati? Altrimenti, diciamolo, è solo invidia.
Non facciamo di tutte le regioni e province autonome un fascio… L’Alto Adige-Südtirol, che non è il Trentino, perché il Trentino-Alto Adige è una regione ormai praticamente defunta e sostituita dalle due Province Autonome, non è in testa a molte classifiche solo per il benessere, ma: per la bassa delinquenza, per una più che accettabile correttezza fiscale, perché tutti pagano canone TV, bollo, assicurazione RC, per il numero di volontari attivi in ogni campo, per il fatto che è la prov. con più boschi e meno incendi, per il numero dei libri letti, per l’amore per l’ambiente, per donazioni di sangue, midollo ecc., per la pulizia e l’igiene, per l’educazione stradale, per il numero di chi fa sport, per i risultati olimpici in proporzione alla popolazione, per il coraggio nel mettere al mondo qualche figlio, per il rispetto delle leggi, per l’assenza del crimine organizzato… e potrei continuare. Non siamo perfetti: per esempio spesso gli altoatesini-sudtirolesi sono troppo chiusi, ci sono molti suicidi (come in tutti i paesi prosperi, stranamente), si beve troppo e i laureati non sono moltissimi, perché molti frequentano corsi professionali, i politici sono troppo pagati (ma in compenso rubano un po’meno che altrove), ecc. Quindi abbiamo molte cose che funzionano meglio che in altre zone e un’amministrazione ricca, ma forse almeno un po’ ce lo meritiamo. Alcune cose che nessuno o quasi sa: 1 – molte spese che altrove sono a carico dello Stato in AA sono a carico della Provincia (ad es. le strade statali – ecco perché sono così ben tenute), e questo spiega certe cifre; 2 – lo Stato non dà proprio nulla, ma il benessere deriva dal fatto il 90% delle tasse locali resta per legge in loco e viene usato bene, facendo arrivare le risorse in gran parte sul territorio e non nelle tasche dei mafiosi, anche se ovviamente qualche pecora nera c’è; 3 – molti dei soldi a disposizione arrivano dall’Europa, perché BZ sa come richiederli e come averli, mentre nel resto d’Italia contributi multimilionari già stanziati vengon lasciati decadere per incapacità di documentare le spese; 4 – molte spese sono spiegabili per esempio in base a necessità particolari, come quella di avere scuole dedicate ai tre gruppi etnici, con i costi connessi, personale bilingue o trilingue ecc. E infine alcuni dei cosiddetti “privilegi” vengono previsti da leggi, accordi internazionali e dalla Costituzione. Finché esistono queste tutele, vanno rispettate. Se sono regalini immeritati e usati male, bisogna cambiarle, le leggi, e magari invece di attaccare una parte d’Italia che sta bene e amministra bene, invece di chiedere di livellare tutte le regioni in basso, perché non lavorare per ottenere gli stessi risultati? Altrimenti, diciamolo, è solo invidia.