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Casta, saranno tagliate migliaia di poltroncine pubbliche

Casta, il governo gli taglia il ramo delle partecipate: chiuderanno le improduttive, quelle con più dirigenti che dipendenti, quelle che fatturano meno di 1 mln...

ROMA – Casta nel mirino del decreto del governo di riforma e razionalizzazione della pubblica amministrazione appena licenziato: nel senso di casta politica che ha moltiplicato (spesso a suo esclusivo beneficio) il numero di poltrone all’interno delle società pubbliche o a capitale misto, in particolare negli enti locali. La stretta si pone l’obiettivo di ridurre le società partecipate dalle 8mila attuali a mille.

Partecipate: via le inutili e le improduttive. Intanto, il decreto stabilisce che le amministrazioni devono fare una ricognizione delle partecipazioni e, passato un anno, devono eliminare quelle non strettamente necessarie o con più amministratori che dipendenti. Se la guida spetterà a un amministratore unico o a un cda (massimo 5 membri) lo si stabilirà per decreto, sottraendo quindi la scelta alle mani della società stessa.

Via quelle che fatturano meno di un milione. E ancora, le amministrazioni hanno l’obbligo di far piazza pulita delle imprese con fatturato sotto il milione. A vigilare sui tagli sarà posto un Organo ad hoc presso il Mef.

P.A: oltre 8000 partecipate pubbliche, chiuse solo 251. Le società partecipate pubbliche sono ancora oltre quota 8.000 con un calo di appena 251 unità tra il 2013 e il 2014 (-3,1%). Il dato è contenuto in un’indagine della Uil che sottolinea come siano invece 1.086 le società messe in liquidazione ma non ancora chiuse. Il Governo sta mettendo a punto un decreto con l’obiettivo di ridurre il numero in modo significativo (da 8.000 a 1.000) mantenendo in vita solo quelle con almeno un milione di euro di fatturato.

Le società partecipate dalle amministrazioni centrali dello Stato sono 423 mentre 7.472 sono quelle partecipate dalle amministrazioni locali (solo in queste ultime di dipendenti sono 500.000) mentre 218 sono partecipate da altri Enti pubblici (previdenziali, Aci ecc). Nel complesso le società, molto diversificate perchè vanno dall’Atac con oltre 11.000 dipendenti alla farmacia di Foligno con sei), perdono in un anno 1,2 miliardi a fronte di un fatturato complessivo di 40 miliardi.    

I consiglieri di amministrazione delle società pubbliche sono 26.500 e 22.000 le persone preposte agli organi di controllo (collegi dei revisori e collegi sindacali). Il costo diretto e indiretto dei consigli di amministrazione è di 2,5 miliardi di euro (600 milioni dei quali per per gettoni e indennità dei  consiglieri di amministrazione). Oltre 5.000 enti e società – hanno meno di 5 dipendenti e in 3.000 società i dipendenti sono meno dei consiglieri di amministrazione. Duemila società hanno da 5 a 100 dipendenti mentre 580 società hanno più di 100 dipendenti.