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Cei, la terna di nomi del successore di Bagnasco. Papa Francesco sceglierà tra Bassetti, Brambilla e Montenegro

Cei, la terna di nomi del successore di Bagnasco. Papa Francesco sceglierà tra Bassetti, Brambilla e Montenegro

Cei, la terna di nomi del successore di Bagnasco. Papa Francesco sceglierà tra Bassetti, Brambilla e Montenegro

ROMA – Cei, la terna di nomi del successore di Bagnasco. Papa Francesco sceglierà tra Bassetti, Brambilla e Montenegro. I vescovi italiani hanno scelto la terna di nomi da sottoporre al Papa per la nomina del nuovo presidente della Cei: oltre al cardinale di Perugia Gualtiero Bassetti, sono monsignor Francesco Giulio Brambilla, vescovo di Novara e il cardinale Francesco Montenegro, vescovo di Agrigento. Ora la decisione spetta a Papa Francesco che prenderà la sua decisione in totale autonomia per scegliere la guida dei vescovi italiani.

L’Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana ha oggi eletto a maggioranza assoluta, a norma dello Statuto, la terna di vescovi diocesani proposta a Papa Francesco per la nomina del Presidente. Primo eletto: il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve (ballottaggio). Secondo eletto: mons. Franco Giulio Brambilla, Vescovo di Novara (115 preferenze alla seconda votazione); terzo eletto: il card. Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento (126 preferenze alla prima votazione). “La terna – informa la Conferenza episcopale italiana – è stata consegnata al Santo Padre, al quale da Statuto Cei spetta la nomina del Presidente della Conferenza”.

È la prima volta che ciò accade, in virtù della modifica dello Statuto decisa l’anno scorso dai vescovi, dopo che proprio papa Francesco aveva dato indicazione di istituire anche per la Conferenza Episcopale Italiana una forma di elezione del proprio presidente, anziché come avveniva finora – unico caso al mondo – con la nomina diretta da parte del Pontefice. I vescovi italiani, comunque, con la formula dell’elezione della terna, hanno voluto lasciare la decisione finale al Pontefice, in virtù del legame speciale che unisce l’episcopato nazionale al Vescovo di Roma e Primate d’Italia.

Per la carica di presidente della Cei non esistono candidature formali: sono eleggibili tutti i vescovi diocesani delle 226 diocesi italiane (non i vescovi ausiliari e neppure gli emeriti; non è eleggibile neanche il segretario generale mons. Nunzio Galantino poiché non ha in carico una diocesi, dopo aver lasciato quella di Cassano allo Jonio).

Le operazioni sono avvenute con voto elettronico e, ovviamente, a scrutinio segreto. Le votazioni erano multiple: i tre candidati da sottoporre al Papa sono stati votati uno alla volta, con votazioni distinte, e ognuno di loro, per finire nella terna, doveva aver ottenuto la maggioranza assoluta, cioè il 50 per cento più uno dei consensi (nel caso Una volta eletta, la terna di nomi sarà portata a Santa Marta e consegnata al Pontefice. A lui spetta la scelta finale, che teoricamente potrebbe avvenire anche al di fuori dei tre eletti. Ma non è onestamente prevedibile che questo, nel caso attuale, possa accadere. Il nome del nuovo presidente potrebbe aversi già prima della fine dell’assemblea, che si chiuderà giovedì mattina.

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