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Consip, Alfredo Romeo: “Sono innocente, io vittima di una contesa politica”

Consip, Alfredo Romeo: "Sono innocente, io vittima di una contesa politica"

Consip, Alfredo Romeo: “Sono innocente, io vittima di una contesa politica”

ROMA – Alfredo Romeo, l’imorenditore arrestato per corruzione nell’ambito dell’inchiesta Consip, inizia a parlare dal carcere dove è rinchiuso. Si sfoga, Romeo, gridando la sua innocenza e dichiarandosi vittima di una “strumentalizzazione legata ad una aspra contesa politica”. Insieme a lui nel registro degli indagati sono finiti anche Tiziano Renzi, padre dell’ex premier Matteo, che si è detto pronto a collaborare con le autorità il 3 marzo durante l’interrogatorio a Roma, mentre l’imprenditore Carlo Russo ascoltato a Firenze si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Se le accuse per gli altri indagati al momento sarebbero solo di traffico di influenze, per Romeo il reato contestato è quello di corruzione e l’imprenditore napoletano è finito in arresto nel carcere di Regina Coeli a Roma. Proprio dalla sua cella, e insieme ai suo legali, Romeo si sfoga e ribadisce la sua estraneità ai fatti:

“In questa vicenda non c’è nulla di vero, mi sento vittima di una strumentalizzazione legata ad una aspra contesa, tutta di natura politica”.

In queste ore l’avvocato napoletano, assieme ai suoi legali, sta leggendo le carte dell’inchiesta in vista dell’interrogatorio di garanzia fissato per lunedì mattina davanti al gip Gaspare Sturzo e al pm Mario Palazzo, titolare dell’indagine giunta a Roma per competenza territoriale. Romeo è detenuto in una cella assieme ad un’altra persona.

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