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Consip, il capitano che “sbagliò” il rapporto: “Mi suggeriva Woodcock”

Consip, il capitano che "sbagliò" il rapporto: "Mi suggeriva Woodcock"

Consip, il capitano che “sbagliò” il rapporto: “Mi suggeriva Woodcock”

ROMA – Consip, il capitano che “sbagliò” il rapporto: “Mi suggeriva Woodcock”. Gian Paolo Scafarto, il capitano dei carabinieri sotto indagine per la presunta manipolazione del rapporto sull’inchiesta Consip dove coinvolge anche i servizi segreti, si è difeso di fronte al pm che lo ha interrogato ieri, escludendo qualsiasi dolo. Scafarto (lo stesso che attribuì a Tiziano Renzi padre di Matteo frasi intercettate compromettenti in realtà pronunciate dall’imprenditore Alfredo Romeo) ha ammesso una circostanza che farà discutere: fu il procuratore Henry Woodcock a suggerirgli di inserire un capitolo sui servizi segreti quando in realtà i suoi colleghi avevano accertato che la presenza sospetta era un condomino dell’altra scala nel palazzo tenuto sotto osservazione dagli inquirenti.

“La necessità di compilare un capitolo specifico, inerente al coinvolgimento di personaggi legati ai servizi segreti, fu a me rappresentata come utile direttamente dal dottor Woodcock che mi disse testualmente: al posto vostro farei capitolo autonomo su tali vicende, che io condivisi”, ha dichiarato Scarfato nel corso dell’interrogatorio svolto ieri in Procura a Roma dove è indagato per falso in uno dei filoni dell’inchiesta sugli appalti in Consip.

Ai vari errori e incongruenze presenti nell’informativa e evidenziate dai pm, Scafarto a un certo punto è sbottato: “Mamma mia pure questo”. In particolare un passaggio in cui viene attribuita a Italo Bocchino la frase: “il generale Parente è stato nominato all’Aisi da Tiziano Renzi”, ma dalle indagini svolte dal Nucleo investigativo dei carabinieri di Roma la frase realmente pronunciata è: “Che l’ha nominato Renzi”. Nel corso dell’interrogatorio il capitano del Noe si è “scusato per questi errori”, che sono a suo dire da “attribuire alla fretta di completare l’informativa”.

 

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