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Consip, Carlo Russo interrogato. Legali: “Non risponderà fino a quando non sapremo le accuse”

Consip, Carlo Russo non risponde ai pm. Legali: "Prima vogliamo sapere le accuse"

Consip, Carlo Russo non risponde ai pm. Legali: “Prima vogliamo sapere le accuse”

FIRENZE – L’imprenditore Carlo Russo si è avvalso della facoltà di non rispondere. L’imprenditore si è presentato il 3 marzo nella caserma dei carabinieri di Firenze, ma i suoi legali Gabriele e Marco Zanobini gli hanno consigliato di non rispondere fino a quando non sarà chiarito quali sono le accuse contestate nell’ambito dell’inchiesta Consip nei confronti del loro assistito, che è stato oggetto di un decreto di perquisizione.

Mentre Tiziano Renzi è sotto interrogatorio a piazzale Clodio a Roma con l’accusa di traffico per traffico di influenze, l’imprenditore Russo si è presentato insieme ai suoi legali a Firenze, che hanno dichiarato:

“Intendiamo far rispondere il nostro assistito quando saremo su un piano di parità ossia quando avremo piena conoscenza degli atti. Ora abbiamo solo un decreto di perquisizione. Russo si è avvalso della facoltà di non rispondere su nostra precisa scelta e indicazione. Come abbiamo spiegato ai magistrati, non è opportuno che il mio assistito risponda senza conoscere bene di cosa lo si indaga, al buio, abbiamo poche righe di motivazione nel decreto di perquisizione”.

I legali di Russo hanno poi aggiunto che il loro assistito risponderà dopo che altri atti saranno depositati:

“Ci riserviamo di rispondere quando saranno depositati altri atti che ci consentano di avere la stessa conoscenza del procedimento che hanno gli inquirenti, cioè quando raggiungeremo un piano di parità” processuale tra inquirenti e indagato. Al momento non riteniamo che si debba fare un processo nella fase delle indagini preliminari”.

Inoltre, dicono sempre gli avvocati Zanobini, “dato che ci siamo avvalsi della facoltà di non rispondere, abbiamo dato indicazione a Russo di non rilasciare nessuna dichiarazione ai media per correttezza verso i magistrati e per rispetto nei loro confronti”.

L’interrogatorio si è svolto in un “clima disteso” mentre la permanenza di Russo e dei suoi difensori nella caserma del comando provinciale dei carabinieri di Firenze è durata più del necessario per alcune questioni organizzative. Carlo Russo è indagato in concorso con l’imprenditore Alfredo Romeo, Tiziano Renzi padre dell’ex premier Matteo Renzi, Italo Bocchino per ‘traffico di influenze illecite’: avrebbe agito al fine di agevolare la società dello stesso Romeo per ottenere appalti dalla Consip utilizzando le proprie relazioni (di cui, scrivono i pm, vi è prova diretta) e le relazioni di Tiziano Renzi (con il quale lo stesso Russo appare aver agito di concerto). Russo, secondo i pm, sarebbe stato destinatario di somme di denaro nell’ambito di questa attività di relazioni.

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