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Consip, il dubbio Procura di Roma: che gioco gioca Procura Napoli?

Consip, il dubbio Procura di Roma: che gioco gioca Procura Napoli?

Consip, il dubbio Procura di Roma: che gioco gioca Procura Napoli? (foto Ansa)

ROMA – Consip, inchiesta Consip, quella con indagati il Romeo napoletano, imprenditore e presunto corruttore. E i presunti corrotti in Consip, corrotti per far avere a Romeo appalti. E i presunti mediatori o “trafficanti di influenze”, tra cui Tiziano Renzi. E i presunti propalatori di notizie riservate sulle indagini, tra cui il ministro Luca Lotti. Consip, un’inchiesta in mano a due Procure, quella di Roma e quella di Napoli. La prima ha un dubbio: a che gioco gioca l’altra? Non è un’illazione, è un fatto.

Fatto reso pubblico e notorio in maniera implicita eppur manifesta il giorno in cui la Procura di Roma sottrae, pubblicamente sottrae al Noe, Nucleo operativo dei Carabinieri, il prosieguo delle indagini. Perché questa sottrazione? La ragione, esplicita e pubblica, è che delle indagini arriva ai giornali molto, troppo praticamente in tempo reale. Circostanze che non sono negli atti pubblici sono invece a conoscenza di certi quotidiani. A conoscenza immediata e diretta, senza neanche il tempo materiale necessario a un giornalista per procurarseli con un lavoro di scavo. Insomma qualcuno passa ai giornali i documenti e le carte dell’inchiesta come fosse una serie di mail appunto girate in tempo reale.

Oddio, il passaggio on time è sicuro ed evidente. On time sì, ma non tutto proprio tutto viene passato. Alla Procura di Roma lo sanno che non è proprio tutto, che quel che esce insomma ha una sua coerenza interna. Come che sia, dell’inchiesta Consip esce tutto e tutto quel che fa, diciamo così, notizia e che la notizia non la smoscia, anzi. E da dove può partire la fuga di notizie, da dove escono? Massimo riserbo sul segreto di Pulcinella. Le notizie sull’inchiesta ce l’hanno due Procure, una toglie l’indagine ai Carabinieri che lavoravano per l’altra Procura… indovina: da dove partiva la fuga di notizie?

I magistrati Paolo Ielo e Woodcock, rispettivamente della Procura di Roma e di Napoli, si sono incontrati in un vertice cui hanno voluto dare pubblicità per smentire contrasti e per definire prossima strategia comune. Così si fa, così è prassi nei rapporti tra istituzioni. E così hanno promesso e assicurato i due magistrati che sarà.

E’ rimasto però alla Procura di Roma il dubbio da cui era partita la necessità di cambiare custode delle notizie sull’inchiesta e l’opportunità di chiarirsi tra Procure. Il dubbio è: quanto si compiacciono a Napoli dal far tremare governi e partiti? Quanto si piacciono quando si guardano allo specchio mentre tengono per…un filo il potere politico? E quanto impastano a due mani giornali e inquirenti lavorando sulla stessa “farina” che esce dal mulino delle indagini e viene lavorata in quello della stampa? E dubbio dei dubbi: il quanto della vicenda è indubbio, il dubbio è se sia troppo.

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