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Consip, Renzi: “Volevano gettare fango contro di me, ma gli si ritorcerà contro”

Consip, Renzi: "Volevano gettare fango contro di me, ma gli si ritorcerà contro"

Consip, Renzi: “Volevano gettare fango contro di me, ma gli si ritorcerà contro” (Foto Ansa)

ROMA – “Qualcuno che voleva utilizzare il caso Consip per gettare fango su di me vedrà il fango ritorcersi contro, come per l’Expo, come per il Jobs act. Le intercettazioni sono state falsificate per montare un presunto scandalo contro un esponente delle istituzioni”: a dirlo è il segretario del Pd, Matteo Renzi, intervistato dal direttore del Foglio Claudio Cerasa.

L’ex presidente del Consiglio parla dopo le rivelazioni del pubblico ministero Lucia Musti al Consiglio superiore della magistratura sui rapporti con i carabinieri Gianpaolo Scafarto e Sergio De Caprio, il Capitano Ultimo, a cui erano affidate le indagini’. “Se vuole – avrebbero detto in più di un incontro tra Modena e Roma il capitano del Noe Gianpaolo Scafarto, indagato per falso nell’ambito dell’indagine sul caso Consip, e il colonnello Ultimo (che smentisce però di aver citato Renzi) – ha una bomba in mano. Lei può far esplodere la bomba. Scoppierà un casino. Arriviamo a Renzi”.  Sono queste le frasi riferite dalla magistrata durante l’audizione tenuta il 17 luglio scorso al Csm.

“La dottoressa Musti – smentisce, però il capitano Ultimo – è stata supportata in tutto quello che ci ha liberamente richiesto, compresa la presenza del capitano Scafarto a Modena, compreso il fatto di non informare delle indagini il comandante provinciale dei carabinieri di Modena e la prefettura perché li considerava collusi con le cooperative rosse su cui da tempo indagava autonomamente”.

E su questo attacca Renzi: “Il giudizio politico è che qualcuno, quelli che volevano usare Consip per gettare fango addosso a me vedranno quel fango ritorcersi contro. Il tempo è galantuomo, lo sarà anche per la vicenda Consip”, dice il segretario del Pd. “C’è un giudice a Roma e ci fidiamo del giudice. Piena e totale fiducia nel lavoro della procura e di quel giudice. Pretendiamo che la verità venga fuori. La vivo con grande tranquillità e calma. Non abbiamo niente di cui vergognarci, pretendiamo la verità. Ho una vicenda personale, umana, molto sofferta. Chi mi è vicino ha sofferto”.

Sul caso è intervenuto anche il ministro della Difesa, Roberta Pinotti. “Ho letto le dichiarazioni del colonnello De Caprio che sono da attribuire a lui personalmente e non certo all’Arma dei carabinieri che ha sempre, e continua a dimostrare, grande fedeltà al proprio ruolo. Credo che dovranno anche essere valutate dal Comando generale per capirne l’ opportunità”.

 

 

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