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Consip, revocate le indagini al Noe: “Troppe fughe di notizie”

Consip, revocate le indagini al Noe: "Troppe fughe di notizie"

Consip, revocate le indagini al Noe: “Troppe fughe di notizie”

ROMA – Continuano le polemiche intorno all’inchiesta Consip. E sul fronte delle indagini arriva una svolta da parte della Procura di Roma che annuncia di aver revocato ai carabinieri del Noe la delega per ulteriori indagini nel procedimento su Consip, per le “troppe fughe di notizie“.

La delega è stata ora affidata al Nucleo Investigativo di Roma dei Carabinieri. In una nota la Procura di Roma afferma:

«Gli accertamenti fin qui espletati hanno evidenziato che le indagini del procedimento a carico di Alfredo Romeo ed altri sui fatti (poi) di competenza di questa Procura sono state oggetto di ripetute rivelazione di notizie coperte da segreto sia prima che dopo la trasmissione degli atti a questo Ufficio, sia verso gli indagati o comunque verso persone coinvolte a vario titolo, sia nei confronti degli organi di informazione».
Per una «esigenza di chiarezza la Procura di Roma ha pertanto revocato al Nucleo Operativo Ecologico la delega per le ulteriori indagini che è stata affidata al Nucleo Investigativo di Roma dell’Arma dei Carabinieri».

Intanto il ministro della Giustizia Orlando difende Luca Lotti dagli attacchi di Gianni Cuperlo (“Lotti si faccia di lato…”). “Rispetto l’opinione di Cuperlo ma ritengo che Lotti abbia tutto il diritto di stare al suo posto” dice il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, che sceglie di difendere il ministro dello Sport, Luca Lotti, coinvolto nell’inchiesta Consip.

“Non si deve dimettere” dice Orlando perché “l’avviso di garanzia che lo riguarda è precedente al Natale e quindi i fatti nuovi che stanno emergendo in questo momento sono cosa diversa rispetto a quell’avviso di garanzia”. E ribadisce: “Rispetto l’opinione di Gianni Cuperlo ma credo che Lotti ha il diritto di restare al suo posto”. Per Orlando, inoltre, l’inchiesta Consip “non deve assolutamente influenzare il congresso del Pd, noi ci dobbiamo confrontare sulle idee e dobbiamo rispettare tutti i principi garantisti”.

Tiziano Renzi intanto seceglie di non commentare: “Sono indagato, non posso dire niente”, dice il giorno dopo l’interrogatorio davanti ai pm di Roma e Napoli. “Come sta?” chiedono i giornalisti al di là della porta a vetri che rimane chiusa. “Mi è venuta anche la tachicardia”, si limita a dire allontanandosi dalla porta.

 

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